La Nuova Sardegna

Protezione civile

Sette elicotteri più due aerei: l’antincendio è pronto a decollare

di Andrea Massidda
  Sette elicotteri più due aerei: l’antincendio è pronto a decollare

Al via la campagna di contrasto al fuoco con canadair, velivoli leggeri e super Puma. L’assessora regionale all’Ambiente Laconi: «Meno mezzi di prima, ma più efficaci» 

14 maggio 2024
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Cagliari Cinque elicotteri cosiddetti “leggeri”, più due Super Puma, ossia la versione “pesante” dello stesso velivolo. Poi altri due aerei anfibi – i classici canadair – messi a disposizione a Olbia dalla Protezione civile nazionale, che forse ne garantirà un terzo di base a Elmas o a Decimomannu, ma sempre in condivisione con le altre regioni italiane semmai ci dovessero essere emergenze particolari.

Mezzi aerei È insomma pari a sette, almeno al momento, il numero dei mezzi aerei sul quale potrà contare l’isola per la campagna antincendi 2024, iniziata sommessamente dal primo maggio scorso – entrerà nel pieno dell’attività soltanto a giugno – e presentata ieri mattina a Cagliari dall'assessora regionale all’Ambiente Rosanna Laconi con accanto schierata quella che lei stessa ha definito «la squadra del fuoco», cioè svariati dirigenti. In testa il generale Fabio Migliorati, capo del Corpo forestale, il direttore della Protezione civile Aldo Derudas, il dg dell’Agenzia Forestas Antonio Casula e il dg dell’Arpas Alessandro Sanna.

Performance Evidente la diminuzione dei mezzi a disposizione rispetto all’anno passato, con gli elicotteri leggeri che passano da 11 a 5. Tuttavia l’esponente della giunta ha spiegato che limitarsi a calcolare i l numero dei mezzi aerei può essere fuorviante, poiché non si tratta tanto di una questione di qualità, bensì di capacità di performance». In sostanza, i cinque elicotteri leggeri riescono a trasportare sino a 900 litri d’acqua, mentre i due Super Puma sopportano un carico di 4mila litri e hanno soprattutto la possibilità di accedere a siti i impervi ospitando personale a bordo.

Unità a terra Al numero dei mezzi aerei vanno inoltre aggiunti 6.950 addetti allo spegnimento, così divisi: 1050 agenti della Forestale, 1300 uomini e donne dell’agenzia Forestas, 800 vigili del fuoco, 1800 barracelli e altre duemila persone addestrate messe a disposizione dalle varie associazioni di volontariato. A supportare sul campo questo esercito ci saranno inoltre 2.650 addetti, travedette e ausiliari vari.

Allerta massima L’auspicio, ovviamente, è che l’impegno di tutte queste forze in campo sia sufficiente, se non addirittura sovrastimato. Tuttavia – gli scongiuri sono leciti – bisognerà fare i conti con una stagione estiva fortemente a rischio poiché condizionata dai cambiamenti climatici sotto gli occhi di tutti. Basti pensare che il 12 maggio del 2014 gli incendi registrati erano stati in tutto 20, mentre a quella stessa data di quest’anno se ne sono contati ben 157, complice un periodo particolarmente privo di precipitazioni. L’allarme è massimo, dunque. «Abbiamo anticipato il periodo di allerta, che di solito comincia il primo giugno, per via della criticità meteorologica che stiamo vivendo, dovuta al cambiamento climatico», ha infatti sottolineato l’assessora regionale all’Ambiente.

Isola divisa in due Preoccupa anche l’analisi delle precipitazioni verificatesi nel semestre che va dal novembre del 2023 all’aprile del 2024. I dati relativi alle le piogge cadute sulla Sardegna mostrano un’isola divisa in due, con tutta una parte quasi a secco. «Purtroppo – ha concluso l’assessora Rosanna Laconi – le previsioni ci dicono che la situazione potrebbe persino peggiorare: sarà una battaglia da vincere tutti insieme, anche con i nostri comportamenti».
 

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