Gli ex sardisti tutti in Forza Italia: il Psd'Az resta senza consiglieri
Continua il fuggi fuggi dal partito di Solinas e Moro: l’addio di Sanna, Chessa, Maieli e Marras
Sassari Fino a pochi mesi fa il Psd’Az ricopriva tutte le principali cariche della Regione, a partire da quella del presidente, ma anche assessorati di peso quali la Sanità, il Turismo, i Trasporti. Appena pochi mesi, e una batosta elettorale di quelle difficili da dimenticare, e quello stesso Psd’Az si ritrova senza neanche un rappresentante in Consiglio regionale. I suoi soli tre eletti hanno infatti tutti detto addio ai Quattro mori. Un divorzio ufficializzato ormai da mesi, ma ora tutti e tre passano in blocco al gruppo di Forza Italia. Oggi infatti a Roma, alla presenza del segretario Antonio Tajani e dei capigruppo alla Camera e al Senato Paolo Barelli e Maurizio Gasparri e del segretario regionale Pietro Pittalis, sarà ufficializzata l’adesione di Gianni Chessa, Piero Maieli e Alfonso Marras al gruppo degli azzurri. Un cambio di casacca che porterà il gruppo forzista a sei componenti, diventando così la seconda forza di opposizione del Consiglio dopo Fratelli d’Italia, che è a quota sette. Chessa, Maieli e Marras - che è anche sindaco di Bosa - andranno ad aggiungersi ad Angelo Cocciu, Ivan Piras e Giuseppe Talanas. L’approdo dei tre ex sardisti verso Forza Italia ridurrà il Gruppo misto a soli due membri, Alice Aroni dell’Udc e Alessandro Sorgia della Lega, l’altro partito fortemente ridimensionato dopo la tornata elettorale di febbraio.
L’addio di Chessa, Maieli e Marras segue quello di diversi altri esponenti del partito, entrati in rotta di collisione con il segretario Christian Solinas tra la fine della scorsa legislatura e l’inizio della nuova. Consiglieri regionali eletti nel 2019 sotto il simbolo dei Quattro mori, come l’ex capogruppo Franco Mula e Stefano Schirru, che hanno centrato l’elezione anche quest’anno ma con l’Alleanza Sardegna. Un’impresa che non è riuscita a Giovanni Satta, ex sindaco di Buddusò ed ex consigliere regionale sardista. Lo strappo più recente con Solinas è quello dell’ex assessore all’Urbanistica Quirico Sanna, poi capo di gabinetto dello stesso governatore, che ha abbandonato «un partito che appare più un traditore che un difensore della nazione sarda». E poi attacchi contro i vertici rappresentati dallo stesso Solinas e dal presidente Antonio Moro. «Abbiamo un segretario che non è amato dai sardi, e anche da molti sardisti, e un presidente del partito imposto dopo un congresso farsa».
Dal canto loro, Solinas e Moro hanno deciso di andare avanti per la loro strada con un rinnovato ufficio di presidenza in cui sono entrati due ex segretari del partito quali Lorenzo Palermo e Giancarlo Acciaro, il coordinatore di Oristano Giovanni Mascia, mentre a Christian Stevelli è stata affidata l’organizzazione del partito. Un partito da rifondare, visti anche i magrissimi risultati ottenuti alle ultime comunali: ad Alghero il 3,22 ed è stato il bottino più lusinghiero, a Cagliari il 2, mentre a Sassari appena l’1,5 per cento. Insomma, in casa sardista ci sarà tanto da lavorare, ma ci sarà anche da recuperare il legame con gli alleati. Con Fratelli d’Italia i rapporti sono tesi da mesi, da quando Giorgia Meloni costrinse Solinas al sacrificio (inutile) a favore di Paolo Truzzu. L’asse con la Lega ormai fa parte delle cronache di storia. Forza Italia era l’unica che in questi mesi si era mostrata meno severa con il Psd’Az, ma la decisione di accogliere in blocco tutti gli ex sardisti probabilmente non verrà vista di buon occhio dal tandem Solinas-Moro.
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