Paolo Fresu: «La mia musica non sarà più disponibile in Israele»
La dura presa di posizione del jazzista di Berchidda: «Manderemo le canzoni solo a chi si dichiarerà contrario al genocidio in corso a Gaza»
«Ho deciso che da oggi, in Israele, non si potrà più ascoltare o scaricare la musica che ho prodotto e reso disponibile con la mia etichetta discografica Tǔk Music».
Lo dichiara con un post su Facebook il jazzista di Berchidda Paolo Fresu.
«Manderemo gratuitamente e a nostra discrezione una selezione di brani se, chi la richiede da quello Stato, si dichiarerà contrariə alla politica nei confronti della Palestina e al genocidio in corso a Gaza».
Il musicista non si è mai sottratto alle prese di posizione nette: qualche mese fa Fresu ha invece suonato alla manifestazione pro Gaza a Roma, tenendo in mano la bandiera palestinese. Anche lì centinaia di insulti, a cui aveva risposto con il sarcasmo che lo contraddistingue.
La partecipazione di Fresu aveva dato vita a un durissimo botta e risposta su Facebook con un “ex fan” che, dopo avere detto al musicista di riprendersi i suoi cd, facendo riferimento ai fatti del 7 ottobre in Israele, ha concluso il commento con una minaccia: «Prima o poi, io e te caro Paolo Fresu, ci incontreremo di persona e ne parleremo da uomo a uomo». Fresu aveva risposto così: «L’odio, si sa, arriva sempre dopo essere stato ben nutrito. L’indirizzo dove mandare i miei dischi lo trova al link... mi dica cosa le devo senza remore. Dovrà però devolverli a una delle numerose associazioni che si occupano delle famiglie di Gaza e dei loro orfani».
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