Longevità sarda, altro che fattori ereditari: uno studio svela i veri segreti dei nostri centenari – Ecco quali sono
I risultati sorprendenti della ricerca condotta dalla startup Nuraxi insieme all’Università di Sassari e Pisa
Cagliari Altro che fattori ereditari. Una delle possibili origini del record di longevità della Sardegna, che condivide con Giappone, Costa Rica, California e Grecia il titolo di “blue zone”, aree dove si vive più a lungo e in salute, è lo stile di vita. Sinora questo elemento veniva definito in senso generico, senza studi empirici che individuassero cosa fosse questo “stile di vita” che fa vivere i sardi a lungo. Ora arrivano i primi studi empirici che forniscono qualche dettaglio in più.
I sardi camminano di più rispetto alla media mondiale, sono meno stressati, dormono di più, e il loro cuore funziona meglio se non stanno soli. Sono alcuni dei risultati di uno studio condotto dalla startup Nuraxi insieme all’Università di Sassari che ha coinvolto 1500 persone dell’isola. Queste persone, scelte con criteri statistici si sono sottoposti a un dettagliatissimo questionario e poi hanno indossato un dispositivo elettronico per diverse settimane, che ha raccolto 30mila ore di dati, ancora in corso di elaborazione.
Le prime indicazioni di questa ricerca, chiamata SABA (Sardinia Aging Biomarkers Analysis) sono stati presentati nei giorni scorsi nel corso di un evento a Sa Manifattura su longevità e telemedicina, che ha visto, tra gli altri l’intervento di Ugo Faraguna, docente di Fisiologia all’università di Pisa e referente scientifico del progetto.
«Uno dei risultati più evidenti riguarda l’attività fisica quotidiana. I partecipanti allo studio hanno percorso in media 10.264 passi al giorno, un valore molto più alto rispetto a quello osservato nei principali studi internazionali di riferimento, sia europei sia statunitensi (+28% su UK Biobank e +47% rispetto alla ricerca USA “All of Us”). Il movimento quotidiano rafforza l’ipotesi che l’attività fisica diffusa sia un fattore chiave di protezione. I sardi invecchiando continuano a muoversi, per ragioni orografiche, logistiche, culturali. Non stanno fermi al’avanzare degli anni, come accade in tanti paesi occidentali», dice Faraguna che però precisa come la longevità non sia spiegabile solo dal numero di passi.
«Un elemento centrale emerso dall’analisi è il ruolo della frequenza cardiaca a riposo, che si conferma un indicatore sensibile dell’equilibrio tra corpo e mente. Più sono elevati la solitudine e lo stress, più la frequenza cardiaca a riposo risulta alta. I dati raccolti suggeriscono che una vita più relazionale e meno stressante possa rappresentare, insieme al movimento quotidiano, uno dei pilastri della longevità. La genetica è importante, anche l’alimentazione lo è come la attività fisica, «ma l’elemento che emerge da questi dati è la struttura delle società e delle relazioni tra i soggetti, dove nessuno “viene lasciato solo”. La solitudine ha un impatto sul sistema cardiovascolare».
Dallo studio emerge anche che gli uomini risultano mediamente più attivi (+1.236 passi al giorno), mentre le donne dormono di più (7 ore e 4 minuti contro 6 ore e 47 minuti) ma riportano livelli più elevati di stress e una frequenza cardiaca a riposo mediamente più alta (65,9 battiti al minuto contro 60).
«Il contrario di quanto avviene su scala mondiale dove i disturbi del sonno sono più comuni nelle donne. Se questi risultati verranno confermati nell'analisi conclusiva, disporremo di una verifica strumentale senza precedenti di alcune ipotesi chiave. Queste informazioni saranno i giusti ingredienti per formulare la ricetta per la longevità di qualità», conclude Faraguna,
Sui dati di Saba, ha preso corpo il progetto Nora, assistente di salute basato su intelligenza artificiale sviluppato dalla startup Nuraxi. Nora è piattaforma di telemedicina avanzata che consente un’interazione continua tra utente e sistema. Attraverso il dialogo costante e l’analisi dei dati Nora interpreta i segnali precoci, simula scenari futuri e accompagna l’utente nelle scelte quotidiane che incidono su salute e longevità.
