Sicurezza in Sardegna, l’allarme del sindacato: «Nuovi poliziotti una goccia nel mare, organici al collasso»
Il sindacato parla di scelte “del tutto insufficienti” a coprire pensionamenti e trasferimenti e contesta l’assenza di allievi del 231° corso, chiedendo interventi urgenti sulla sicurezza e sugli organici
Sassari La Segreteria regionale del Silp Cgil Sardegna esprime “forte preoccupazione” per le ultime assegnazioni di personale della Polizia di Stato nelle quattro province dell’isola, giudicate “del tutto insufficienti” a compensare il numero di operatori collocati in quiescenza o trasferiti ad altra sede.
Secondo il sindacato, si tratta di una scelta che “ancora una volta” non offre risposte concrete né ai cittadini né alle lavoratrici e ai lavoratori della Polizia di Stato, che continuano a sostenere “enormi sacrifici” per garantire quotidianamente la propria attività.
In una nota del sindacato, firmata dal segretario generale regionale Alessandro Cosso, si sottolinea che i potenziamenti annunciati non possono essere definiti tali, perché rappresentano «una semplice goccia nel mare delle reali necessità operative». Il SILP CGIL Sardegna ricorda che le assegnazioni previste sono 42 unità del ruolo Agenti–Assistenti e 43 del ruolo Ispettori, destinate ai vari uffici della Polizia di Stato in Sardegna, ma ritiene che questi numeri non siano in grado di colmare una carenza di organico definita “cronica”.
La Segreteria regionale esprime inoltre “forti perplessità” rispetto alle assegnazioni e afferma di non intravedere “un futuro semplice”, considerati “i numeri estremamente ridotti” degli organici presenti nei presidi dell’isola.
Tra i punti evidenziati, il sindacato segnala come particolarmente grave il fatto che agli uffici della Polizia di Stato della Sardegna non sia stato assegnato alcun agente in prova del 231° corso Allievi Agenti, con la conseguenza di privare il territorio di un ricambio generazionale ritenuto indispensabile.
Il SILP CGIL Sardegna chiede quindi “con urgenza” interventi concreti e una programmazione più ponderata delle future assegnazioni, affinché “la sicurezza dei cittadini e la dignità professionale” delle donne e degli uomini della Polizia di Stato tornino a essere una priorità.
