La Nuova Sardegna

La Giornata della memoria

L’orrore dei lager, le persone pelle e ossa, le camere a gas: il periodo più oscuro della storia dell’umanità

di Sara D’Arco*
L’orrore dei lager, le persone pelle e ossa, le camere a gas: il periodo più oscuro della storia dell’umanità

Lo sterminio nei campi nazisti: uomini, donne e bambini furono prima privati della dignità e poi uccisi

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La Giornata della Memoria ricorda uno dei periodi più oscuri della storia dell’umanità, quando si compì lo sterminio nei campi di concentramento nazisti durante la seconda guerra mondiale contro il popolo ebraico, oppositori, minoranze e persone vulnerabili. In totale le vittime dell’olocausto furono 17 milioni, tra cui 6 milioni di ebrei. La Shoah, come viene chiamato l’orrore vissuto dalla comunità ebraica, fece perdere la vita a due terzi dei cittadini di fede ebraica in Europa, con un terribile piano orchestrato nei minimi dettagli dai nazisti. Le persecuzioni nei confronti degli ebrei erano iniziate in Germania nel 1933 con l’ascesa al potere del partito nazionalsocialista di Adolf Hitler.

Dopo l’annessione dell’Austria del 1936 e delle conquiste che la Germania fece in Europa a cominciare dalla Cecoslovacchia e dalla Polonia nel 1939, le persecuzioni furono applicate anche a tutti i paesi conquistati. L’Italia, alleata della Germania dal 1936, aveva introdotto le leggi razziali contro gli ebrei nel 1938.Con l’avanzata dei nazisti in Europa, non solo gli ebrei venivano derubati dei loro beni e spogliati di ogni diritto, come quello di andare a scuola, per esempio, ma dal 1941 venivano sistematicamente catturati e inviati in luoghi segreti. Intere famiglie furono portate in campi che si pensava fossero di prigionia. In realtà, quelli in cui si trovavano gli ebrei erano i campi di concentramento e l’obiettivo era sterminare le persone che vi erano rinchiuse. Fu solo alla liberazione di Auschwitz e di altri campi di concentramento che si capì l’entità dell’orrore compiuto: in tutto furono uccisi 6 milioni di ebrei e altri milioni di persone tra minoranze, come i Rom e i Sinti, prigionieri politici, omosessuali e persone vulnerabili, come i disabili. Durante il processo che di tenne, tra novembre 1945 e ottobre 1946, a Norimberga in Germania, fu chiaro che i nazisti si erano macchiati di un crimine indicibile. Perché si ricorda proprio questa giornata? Per mantenere vivo il ricordo affinché non si ripeta mai più un simile orrore. Il giorno della Memoria è un invito a riflettere sul passato e a costruire un futuro basato sul rispetto reciproco, un monito contro tutte le forme di intolleranza. che si rivolge in particolare alle nuove generazioni. A oggi, in Italia restano poco più di dieci testimoni diretti ancora in vita, considerati gli “araldi della memoria”. Come Liliana Segre: deportata ad Auschwitz a 13 anni, è oggi Senatrice a vita e figura centrale della memoria in Italia. Un altro sopravvissuto è Sami Modiano: scampato ad Auschwitz-Birkenau, ha compiuto 95 anni nel luglio 2025 e continua la sua opera di testimonianza. E poi Edith Bruck: scrittrice e poetessa di origine ungherese naturalizzata italiana, sopravvissuta a diversi campi tra cui Auschwitz e Bergen-Belsen. Ancora, la storia incredibile di Tatiana e Andra Bucci: le due sorelle, deportate giovanissime (6 e 4 anni), si salvarono perché furono scambiate per gemelle.

*Sara frequenta il Liceo Scienze Umane Garibaldi alla Maddalena

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