Medici in affitto, 6mila ore in meno ogni mese – ecco le Asl più colpite
Pronto soccorso sardi presto in crisi per la scadenza dei contratti. Attesa per le decisioni dell’assessorato regionale
Cagliari Nessuna proroga per i medici in affitto operanti nei Pronto soccorso sardi. Il 28 febbraio cesseranno di operare i medici che gestiscono i codici minori, bianchi e verdi, quelli con tempi di attesa prevista non oltre le 4 ore, con accessi per ultimi o a bassa priorità. Il 30 giugno invece finiranno i contratti per i medici che gestiscono i codici maggiori, i gialli e i rossi.
La prima scadenza è tra 11 giorni lavorativi, un battito di ciglia. Ares, l’azienda regionale della salute, ha chiesto nei giorni scorsi alle Asl quale è la situazione nei loro pronto soccorso, ricordando che «i rapporti di lavoro avviati lo scorso 1 marzo si concluderanno improrogabilmente il prossimo 28 febbraio. La normativa non prevede deroghe neanche nel caso in cui le somme inizialmente previste non siano state completamente spese. Le Asl potranno impiegare i medici chiamati con i codici maggiori sino al 30 giugno data nella quale anche quel servizio dovrà cessare senza possibilità di proroga». E poi? Si resta in attesa delle decisioni dell’assessorato alla Sanità.
Per portarsi avanti col lavoro, Ares ha anche inviato alle singole Asl il prospetto con le ore “acquistate” dalle società che mettono a disposizione i medici, la vicentina MST Group e la vercellese Coop Amaltea. Ares precisa che le ore di utilizzo dei medici per i codici minori sono distinte da quelle per i codici maggiori, e invita le Asl a rimodulare turni e personale. A oggi la situazione per ciascuna Asl prevedeva un numero di ore definito per le due tipologie di urgenza. Per i codici minori, bianchi e verdi, la Asl della Gallura aveva bisogno di 2016 ore di lavoro ogni mese, quella di Nuoro di 1152 ore, Oristano 1680, San Gavino di 336 e il Sulcis di 1248 ore. In tutto 6432 ore lavorate al mese, con turni di 12 o 24 ore.
Diversa la situazione per i codici maggiori, gialli e rossi. Le Asl hanno necessità adesso di 176 turni diurni (08-20) e 286 notturni (20-08), soprattutto al Giovanni Paolo II di Olbia, con 88 turni mensili, al Paolo Dettori di Tempio, 54, e al San Camillo di Sorgono, con 61 turni.
Le Asl maggiori hanno necessità limitata di medici con codici gialli e rossi. A Sassari il Civile di Alghero ha 31 turni e il Segni di Ozieri 27, a Cagliari Is Mirrionis ha bisogno di 18 turni, mentre Muravera arriva a 38.
Sono le aree periferiche quelle che stanno usando di più i medici in affitto. E saranno le prime a pagare lo scotto della cessazione del servizio. «La Regione recuperi i ritardi accumulati in questi due anni – è il parere di Corrado Meloni, componente Fdi della commissione Sanità – e acceleri per il concorso di una quarantina di posti per l’emergenza urgenza. L’unica strada per mantenere i medici nei centri periferici è pagarli di più». Meloni si dichiara preoccupato per la prima scadenza, quella di febbraio. «Spero che il sistema regga, anche perché oltre all’addio della prima fascia dei medici in affitto sconteremo anche il pensionamento di loro colleghi strutturati. Attendiamo di sapere che farà la Presidente Todde nel suo duplice ruolo». (gcen)
