La Nuova Sardegna

Lutto

Addio a Sandro Munari, il “Drago” dei rally che portò l’Italia sul tetto del mondo


	La mitica Lancia Stratos di Munari esposta ad Alghero, a destra una foto di Munari del 2011
La mitica Lancia Stratos di Munari esposta ad Alghero, a destra una foto di Munari del 2011

Aveva 85 anni. Primo italiano a trionfare a Monte-Carlo, legò il suo nome alla Lancia Stratos e alla stagione d’oro dei rally

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Sassari È morto dopo una lunga malattia Sandro Munari, figura simbolo del rally internazionale e protagonista assoluto degli anni Settanta. Nato a Cavarzere, in provincia di Venezia, nel marzo 1940, era soprannominato “Il Drago” ed è considerato uno dei più grandi piloti italiani di sempre nella disciplina.

Il suo nome resta legato alla Lancia Stratos, vettura progettata specificamente per i rally. Con questa auto ottenne subito risultati di rilievo: nell’aprile 1973 vinse il Rally Firestone in Spagna e, pochi mesi più tardi, il Tour de France Automobile. In totale conquistò sette successi nel Campionato del Mondo Rally e si aggiudicò la Coppa FIA Piloti Rally nel 1977.

Il trionfo che lo consegnò definitivamente alla storia arrivò nel 1972, quando, insieme al navigatore milanese Mario Mannucci, si impose al Rally di Monte-Carlo battendo avversari dotati di vetture molto più potenti. Fu la prima vittoria di un pilota italiano nella celebre gara monegasca. Tre anni prima, nel 1969, aveva già conquistato il Campionato Italiano Rally.

La sua carriera era iniziata nei primi anni Sessanta: nel 1963 sui kart e l’anno successivo come navigatore di Arnaldo Cavallari. La coppia, al volante di un’Alfa Romeo Giulia TI Super Quadrifoglio del Jolly Club di Milano, vinse subito il Rally di San Martino di Castrozza, oltre al Rally del Portogallo, chiudendo la stagione con la conquista del Campionato Italiano Rally. Deciso a mettersi alla prova come pilota, Munari entrò nella scuderia Jolly Club guidata da Mario Angiolini, legata ad Alfa Romeo e Lancia, avviando così la collaborazione con la Squadra Corse HF.

Gli esordi lo videro protagonista con la Lancia Fulvia, prima nella versione Coupé e poi Zagato. Con quest’ultima nel 1966 si impose nella cronoscalata Pontedecimo-Giovi. Nel 1967 passò alla Fulvia HF e, affiancato dal navigatore Luciano Lombardini, iniziò la sua lunga stagione di successi nei rally.

Munari si distinse anche nelle competizioni su pista e nelle gare di durata. Nel 1966 fu secondo di classe alla 12 Ore di Sebring con una Fulvia Zagato. Nel 1972 vinse la Targa Florio su Ferrari 312 PB in coppia con Arturo Merzario, mentre nel 1973 ottenne un secondo posto di classe al Circuito del Mugello con la Fulvia.

Dopo gli anni trionfali con Lancia, proseguì l’attività con la Fiat 131 Abarth, salendo sul podio al Tour de Corse del 1978 (terzo posto) e chiudendo sesto al Rally della Costa d’Avorio nel 1980. Le sue ultime presenze nel Mondiale Rally furono al Safari Rally. Con la sua scomparsa si chiude una delle pagine più luminose dell’automobilismo italiano.

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