Usa e Israele colpiscono l’Iran, Teheran replica con missili su Israele e nel Golfo: un morto ad Abu Dhabi
Raid su “decine di obiettivi militari” iraniani, blackout Internet a Teheran. I Pasdaran annunciano ondate di attacchi, Emirati pronti a reagire
Roma Stati Uniti e Israele hanno avviato un’offensiva contro l’Iran. Nella capitale Teheran, stamattina, sabato 28 febbraio, si sono alzate colonne di fumo dopo diverse esplosioni, udite anche in altre città tra cui Isfahan, Qom, Karaj, Kermanshah, Tabriz e Urmia.
Secondo fonti israeliane, sono stati colpiti “decine di obiettivi militari”, compresi siti legati al programma di missili balistici. L’operazione è stata denominata da Israele “Ruggito del Leone”, mentre il Dipartimento della Difesa statunitense ha parlato di “Operation Epic Fury”.
Un imponente dispositivo di sicurezza è stato dispiegato nel quartiere Pasteur di Teheran, dove si trovano la residenza della Guida Suprema Ali Khamenei e la sede della presidenza. Diverse strade risultano chiuse. Fonti citate da media internazionali riferiscono che Khamenei sarebbe stato trasferito in una località ritenuta sicura. L’agenzia Irna ha assicurato che il presidente Masoud Pezeshkian è “sano e salvo”.
Netblocks segnala un blackout quasi totale della rete Internet nel Paese, con connessioni ridotte al 4% rispetto ai livelli ordinari.
La risposta iraniana
Teheran ha reagito lanciando missili verso Israele e contro obiettivi americani nell’area del Golfo. I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato l’inizio di una “prima ampia ondata” di attacchi con missili e droni.
Le forze israeliane hanno dichiarato di aver intercettato vettori diretti verso il territorio dello Stato e si sono udite esplosioni anche a Gerusalemme.
Secondo fonti iraniane, sarebbero stati presi di mira la base di Al Udeid in Qatar, quella di Al Salem in Kuwait, la base aerea di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti e la base della Quinta Flotta in Bahrein. Non è chiaro quali obiettivi siano stati effettivamente colpiti né l’entità dei danni. Qatar ed Emirati avrebbero intercettato parte dei missili; la situazione in Kuwait resta incerta.
Un morto negli Emirati
Ad Abu Dhabi una persona di nazionalità asiatica è rimasta uccisa dopo la caduta di detriti in un’area residenziale, in seguito al lancio di missili iraniani. Lo hanno riferito le autorità emiratine, che hanno condannato l’azione definendola una “flagrante violazione della sovranità nazionale e del diritto internazionale”, riservandosi il diritto di reagire.
Il ministero della Difesa degli Emirati ha confermato che alcune minacce sono state intercettate dai sistemi di difesa aerea. Esplosioni sono state segnalate anche a Dubai.
Le posizioni di Teheran, Washington e Gerusalemme
Il ministero degli Esteri iraniano ha denunciato una “aggressione militare” da parte di Stati Uniti e Israele, sostenendo che l’azione viola il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite. Teheran ha richiamato l’articolo 51 sul diritto all’autodifesa, affermando di riservarsi una risposta “decisa”.
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che le operazioni mirano a eliminare minacce imminenti e ha ribadito che l’Iran «non potrà mai avere un’arma nucleare». Ha accusato le autorità iraniane di voler ricostituire il programma nucleare e sviluppare missili a lungo raggio, lanciando un ultimatum ai Pasdaran e un appello al popolo iraniano.
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha parlato di “attacco preventivo” contro una minaccia per Israele, proclamando lo stato d’emergenza. Il premier Benjamin Netanyahu ha definito l’operazione un’azione congiunta con gli Stati Uniti per rimuovere quella che ha descritto come una minaccia esistenziale.
Operazioni destinate a proseguire
Secondo fonti statunitensi e israeliane citate da media internazionali, i raid potrebbero protrarsi per diversi giorni e risultare più estesi rispetto alle operazioni condotte lo scorso giugno contro siti nucleari iraniani.
Intanto gli Houthi dello Yemen hanno annunciato la ripresa degli attacchi contro navi commerciali nel Mar Rosso, esprimendo sostegno a Teheran e condannando l’offensiva congiunta.
La posizione dell’Italia
Palazzo Chigi ha espresso vicinanza alla popolazione civile iraniana e ha fatto sapere che il presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato una riunione con i ministri competenti e i vertici dell’intelligence per valutare gli sviluppi, con particolare attenzione alla sicurezza dei cittadini italiani nella regione.
Farnesina
«L'Unità di Crisi della Farnesina segue l'evoluzione degli eventi a seguito dell'attacco israeliano di questa mattina a Teheran», riferisce l'account X della Farnesina, evidenziando i numeri che gli italiani possono contattare in caso di "emergenze": l'Ambasciata d’Italia a Teheran al 00989121035062, l'Ambasciata d’Italia a Tel Aviv al 00972548803940, il Consolato Generale a Gerusalemme al 00972505327166 o la stessa Unità di Crisi al 0636225 o via mail all'indirizzo unita.crisi@esteri.it.
