Caprette, conigli e pecore abbandonate: ecco il ranch sardo sostenuto dai vip
Dal 2023 Isabella Marceddu si prende cura degli animali rimasti senza casa. L’aiuto di star della tv e della musica
Oliena Impronte, code che si agitano e giochi con la palla. Ma anche sofferenza, orecchie basse e occhi che supplicano. Tutto questo fa da sempre parte della vita di Isabella Marceddu, 30enne di Oliena, che sta dedicando la sua vita al recupero degli animali abbandonati. Nel 2023 ha fondato con Daniela Ticca l’associazione Piccolo ranch sardo, un’oasi nelle campagne olienesi dove si prende cura dei “suoi” animali, dandogli una seconda possibilità. Tra caprette, conigli e pecorelle accudisce soprattutto cani e gatti e lo fa in un ambiente che sa di famiglia, nella speranza che sia lo stesso dopo la loro adozione. Sempre che ce ne sia una. Per ora, però, può vantarne oltre 100 dal 2023.
Un’attività che non conosce riposo e che porta avanti grazie al sostegno della sua famiglia, alle donazioni, alla sensibilizzazione e agli appelli social – alcuni anche “famosi” – nella ferma convinzione che gli animali siano nostri pari. «Basta organizzarsi per salvare tutti». E per quanto riguarda il futuro, Isabella ha le idee chiare: vorrebbe collaborare con gli enti locali e fare divulgazione nelle scuole.
Sensibilizzazione «Ho sempre aiutato gli animali, sin da piccola – inizia a raccontare – quando abbandonavano i cani davanti alla mia casa e me ne prendevo cura». Poi il volontariato in altre realtà, tra cui la Lida di Olbia e infine la sua attività, partita con le caprette. «Sono state salvate da un allevamento. Sarebbero andate incontro a gravidanze continue e non avrebbero raggiunto la vecchiaia». E poi i coniglietti, le pecorelle. E soprattutto cani e gatti. Animali che vengono abbandonati spesso a causa di cucciolate indesiderate, alla cui base c’è l’ignoranza sul tema delle sterilizzazioni. «È come combattere contro i mulini a vento. La sterilizzazione non è contro natura, perché i cani non si accoppiano per scelta, ma per istinto. Se sapessero quante vite si salverebbero sterilizzando – dice Isabella – oltre al randagismo, si eviterebbero, per esempio, tumori e malattie sessualmente trasmissibili. Capisco che a volte il problema è il costo (le cifre per una sterilizzazione si aggirano intorno ai 250/310 euro), ma per fortuna da queste parti i veterinari sono molto comprensivi».
Altri abbandoni, poi, avvengono dopo le rinunce di proprietà. «Capita soprattutto con i cani più piccoli, perché si pensa che siano più gestibili, che si sappiano arrangiare. Invece sono tutti dipendenti da noi, è l’uomo che li ha resi così». Senza considerare che farli adottare non è mai facile, soprattutto quando gli animali invecchiano o sono disabili. In ogni caso, il primo passo è la sensibilizzazione. «Io provo a spiegare e a fare divulgazione soprattutto attraverso i social, che sono il mezzo di comunicazione più usato e immediato». Un mezzo molto utile anche per le adozioni.
Sostegni “famosi” È così, per esempio, che Isabella ha conosciuto Selvaggia Lucarelli. «Avevo un gattino sordo che purtroppo qui al ranch non avrei potuto aiutare e siccome lei è molto sensibile al tema le ho chiesto aiuto per l’adozione. Così ha pubblicato un post. Da quella volta, ogni tanto, mi dà una mano con raccolte fondi e appelli. La sto aspettando qui in Sardegna».
Ma senza andare troppo lontano, a sostenere il Piccolo ranch con le donazioni c’è anche Maria Luisa Congiu – pure lei molto amante degli animali, ha cani, gatti e porcellini d’india ed ha aiutato con la campagna di sterilizzazioni.
Piani futuri Per quanto riguarda il futuro Isabella ha già dei piani. «Non vorrei costruire la realtà di un canile, perché là dentro, anche nei migliori, l’animale cambia. Io vorrei aiutare di più e migliorare, ma mantenendo il nostro ambiente famigliare, dove si sa già cosa vuol dire casa». Al Piccolo ranch i cani vivono all’interno di box, ma passano diverse ore al giorno all’aria aperta, muovendosi liberamente, correndo e giocando. L’altro obiettivo è la collaborazione con le istituzioni locali. «Vorrei interagire con i Comuni, soprattutto con il mio e lavorare con i bambini, per mostrargli il ranch». Isabella vorrebbe dar vita a delle iniziative nelle scuole per iniziare l’attività di sensibilizzazione già in tenera età.
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