A Sassari la scommessa di Lucia Saba: «Partita con poco, ora ho una rete di alloggi per turisti» – La storia
La sua guesthouse in un palazzo vicino all’Emiciclo Garibaldi è affollata per 10 mesi all’anno. I prezzi: «Bassi, così lavoro sempre»
Sassari Nel centro storico di Sassari non è facile aprire un’attività. Molti ci provano e poi chiudono. Altri non ci provano proprio. Eppure qualcuno continua a scommetterci. Lucia Saba è una di queste persone. In Corso Margherita di Savoia, dentro uno dei palazzi del centro antico, ha costruito nel giro di pochi anni una piccola rete di appartamenti turistici. Oggi sono sette. Due sono la sua casa, gli altri lavorano come guesthouse. Un progetto nato quasi per caso.
«La prima esperienza è stata una casa di vacanze ad Alghero. Da lì ho capito che questo lavoro poteva funzionare. Dopo due anni avevo messo da parte un piccolo gruzzoletto. Così ho fatto il passo: ho preso un mutuo e ho comprato una piccola casa in quel palazzo, pagata 70 mila euro. Era alla mia portata. L’ho divisa in due appartamenti, l’ho ristrutturata e ho iniziato». La data dell’apertura è una di quelle che non si dimenticano: «2020, il mese prima del Covid». Una partenza in salita. Ma anche con qualche coincidenza fortunata. «In quel periodo a Sassari stavano girando il film Ariaferma e avevo affittato l’appartamento a dei registi. Così sono riuscita ad andare avanti».
L’esperimento funziona, gli appartamenti si riempiono. E allora arriva il secondo salto. «Un condomino aveva un appartamento dismesso. Lo affittava a extracomunitari e aveva solo problemi. Mi ha chiesto se fossi interessata a comprarlo». Lucia non ci pensa troppo. «Mi sono buttata. Con quello che avevo guadagnato nei due anni precedenti ho acceso un altro mutuo». L’appartamento era grande. «Da lì ne ho ricavati tre». Il palazzo comincia a cambiare faccia. «In tre anni ho più che duplicato». E poi succede di nuovo. Un altro vicino vuole vendere. «Aveva problemi con l’affitto agli studenti. Siccome gli appartamenti erano adiacenti, li ho uniti catastalmente. Ho fatto una fusione». Altro mutuo, altra ristrutturazione. «Da quell’appartamento ho ricavato altri due alloggi più la lavanderia». Oggi il progetto ha preso forma.
La strategia di Lucia non è quella delle strutture turistiche di lusso. È quasi l’opposto. «Sin dall’inizio ho tenuto prezzi bassi». La matematica è semplice. «Affitto a 50-60 euro a notte. È poco, lo so. Ma così mi assicuro di pagare il mutuo e le spese vive. Guadagno meno su ogni appartamento, però lavorano sempre. E alla fine il sistema sta in piedi. Cerco di gestire i costi internamente. Ho la mia lavanderia, i miei servizi per le pulizie. Niente appalti esterni». Le stanze girano. «A parte gennaio e febbraio, che sono mesi più lenti, da aprile fino a novembre sono praticamente sempre piena». Nel cuore di Sassari approda un’umanità varia, di passaggio. «Molti vengono per il tribunale. Altri per l’ospedale: il Policlinico o il Santissima Annunziata. Poi ci sono quelli che arrivano per i concorsi pubblici». E gli studenti. «Soprattutto quelli che discutono la tesi, medicina o veterinaria. E infine i turisti, che a Sassari vengono eccome».
