La Nuova Sardegna

Sanità

Fuga dei medici da piccoli comuni e zone interne, dalla Regione incentivo di 2 mila euro al mese – Come funziona e dove si applica

di Serena Lullia
Fuga dei medici da piccoli comuni e zone interne, dalla Regione incentivo di 2 mila euro al mese – Come funziona e dove si applica

Firmato l’accordo tra l’assessorato e le organizzazioni sindacali dei camici bianchi

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Cagliari La Sardegna prova a fermare la fuga dei medici e a ricucire i vuoti dell’assistenza sanitaria nei territori più fragili. E lo fa con un incentivo economico, una indennità mensile di 2mila euro. La giunta regionale ha approvato l’accordo tra l’assessorato dell’Igiene e Sanità e le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale che definisce le zone temporaneamente disagiate per carenza di assistenza primaria e introduce incentivi economici per i professionisti che scelgono di aprire uno studio in questi territori.

Cosa dice l’accordo

Il provvedimento dà attuazione all’articolo 10 dell’Accordo integrativo regionale per la medicina generale e prevede il riconoscimento di una indennità mensile di 2000 euro ai medici di assistenza primaria che attiveranno il proprio ambulatorio nelle aree individuate come temporaneamente carenti di assistenza. Una misura pensata per rendere più attrattivo il lavoro nelle sedi oggi più difficili da coprire, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree interne dell’isola dove negli ultimi anni la carenza di medici di famiglia ha lasciato intere comunità senza assistenza.

Todde: «Rafforziamo la medicina territoriale»

«Con questo provvedimento facciamo un passo concreto per rafforzare la medicina territoriale e dare una risposta ai cittadini che vivono nelle aree più interne e nei piccoli comuni della Sardegna – dichiara la presidente della Regione Alessandra Todde -. L’obiettivo è rendere più semplice e più attrattiva la scelta di lavorare nelle sedi oggi carenti, rafforzando allo stesso tempo la rete territoriale della sanità».

Come funziona l’incentivo

L’incentivo sarà riconosciuto per un periodo massimo di due anni dalla data di apertura dello studio medico. L’individuazione delle zone interessate avverrà sulla base di criteri oggettivi legati al rapporto tra popolazione assistibile e numero di medici presenti, con una classificazione del livello di carenza assistenziale: gravissima, grave, moderata o lieve. «Attraverso questa misura stiamo introducendo una leva economica importante a beneficio dei medici, che andrà ad aggiungersi ai 1700 euro già previsti per la partecipazione alle forme organizzative della rete di salute territoriale. Ma la nostra strategia è ancora più ampia: puntiamo ora a costruire insieme agli ambiti territoriali e ai sindaci un vero e proprio pacchetto di servizi che possa affiancare l’incentivo economico. Dalla possibilità di lavorare all’interno delle Case di comunità o in spazi messi a disposizione dai Comuni, fino all’utilizzo di strumenti di finanziamento che consentano di attivare supporti amministrativi, servizi di segreteria e altre soluzioni organizzative utili per i professionisti», spiega la presidente.

Il limite delle sedi incentivabili

L’accordo, sottoscritto il 25 febbraio 2026 con le organizzazioni sindacali della medicina generale, stabilisce un limite massimo di circa 100 sedi incentivabili a livello regionale. La qualificazione delle aree temporaneamente disagiate sarà aggiornata ogni anno prima della pubblicazione delle sedi carenti di assistenza primaria, così da adeguare gli interventi alle esigenze effettive del territorio.

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