La Nuova Sardegna

Economia

L’ Agenzia delle Entrate rafforza i controlli sui conti correnti: sotto la lente bonifici tra parenti, assenza di movimenti e operazioni con l’estero

di Redazione web
L’ Agenzia delle Entrate rafforza i controlli sui conti correnti: sotto la lente bonifici tra parenti, assenza di movimenti e operazioni con l’estero

Con l’accesso automatizzato all’Anagrafe dei Rapporti Finanziari attivo dal 2026 il Fisco può rilevare in modo sistematico le eventuali anomalie

3 MINUTI DI LETTURA





Il Fisco ha rafforzato i controlli sui conti correnti: ogni versamento, sia in contanti sia tramite bonifico, è considerato reddito imponibile fino a prova contraria. Con l’accesso automatizzato all’Anagrafe dei Rapporti Finanziari attivo dal 2026, l’Agenzia delle Entrate può monitorare in modo sistematico movimenti e giacenze dei contribuenti, individuando eventuali anomalie.

I movimenti che fanno scattare i controlli

Sotto osservazione finiscono soprattutto versamenti e prelievi in contanti. Anche se non esiste un limite per i versamenti sul proprio conto, operazioni di importo elevato possono spingere la banca a chiedere chiarimenti sulla provenienza del denaro. Lo stesso vale per prelievi consistenti o frequenti: anche somme ridotte ma ripetute nel tempo possono far sospettare pagamenti in nero. La soglia per l’uso del contante resta fissata a 5.000 euro per i pagamenti tra privati: oltre questo limite è obbligatorio utilizzare strumenti tracciabili.

Anche l’assenza di movimenti può essere sospetta

Non solo troppi movimenti, ma anche la loro assenza può attirare l’attenzione. Se un contribuente riceve stipendio o pensione sul conto ma non effettua prelievi o pagamenti, il Fisco può presumere l’esistenza di entrate in contanti non dichiarate. In questi casi è necessario dimostrare con documenti da dove provengono le risorse utilizzate per vivere

Bonifici tra privati e causali

Anche i bonifici tra privati possono essere considerati reddito non dichiarato, soprattutto se ricorrenti. È fondamentale indicare sempre una causale chiara e conservare documenti che giustifichino il trasferimento. Non sono imponibili, ad esempio, somme derivanti da vendita di beni usati, donazioni, rimborsi spese o vincite già tassate, ma serve una prova scritta.

Bonifici e operazioni con l’estero

I trasferimenti da e verso l’estero sono particolarmente monitorati. Per importi superiori a 5.000 euro, la banca può richiedere una dichiarazione sulla provenienza e sulla finalità delle somme, aggiornando anche il questionario antiriciclaggio. Le operazioni possono essere segnalate all’Uif senza che il cliente ne sia informato.

I rapporti tra coniugi

I trasferimenti di denaro tra coniugi sono generalmente leciti, ma diventano sospetti se frequenti o di importo elevato, soprattutto quando uno dei due non ha redditi. In questi casi il Fisco può ipotizzare la presenza di redditi in nero e avviare accertamenti basati su presunzioni.

Bonifici periodici e lavoro nero

I bonifici ricorrenti non giustificati possono essere interpretati come compensi da lavoro non dichiarato. Il rischio riguarda sia chi paga sia chi riceve.

Come difendersi

Ogni somma accreditata sul conto è considerata imponibile fino a prova contraria. Per evitare sanzioni è fondamentale conservare documentazione dettagliata su ogni operazione e fornire spiegazioni precise in caso di controlli. Chi non è in grado di dimostrare la natura non imponibile delle somme rischia accertamenti e multe.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
L'impresa

Bimbo di otto anni rischia l'amputazione del braccio, salvato dall'intervento record di un chirurgo sardo

di Claudio Zoccheddu
Le nostre iniziative