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Rottamazione quinquies, chi può aderire e cosa si rischia se si salta il pagamento: ecco quando scade

Rottamazione quinquies, chi può aderire e cosa si rischia se si salta il pagamento: ecco quando scade

La definizione agevolata riguarda i debiti affidati alla riscossione dal 2000 al 2023 e consente di pagare senza sanzioni e interessi

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Roma La rottamazione quinquies entra nella fase decisiva. I contribuenti hanno tempo fino al 30 aprile 2026 per presentare la domanda di adesione alla nuova definizione agevolata delle cartelle, che consente di regolarizzare i debiti affidati alla riscossione tra il 2000 e il 2023 pagando il capitale e alcune spese accessorie, con l’azzeramento di sanzioni, interessi, interessi di mora e aggio.

Come si presenta la domanda

L’adesione deve essere inviata esclusivamente online, attraverso il sito dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, utilizzando l’area riservata oppure quella pubblica. Entro il 30 giugno 2026, l’ente dovrà comunicare l’eventuale accoglimento della richiesta, indicando l’importo complessivo dovuto, le scadenze di pagamento in base alla soluzione scelta, i moduli precompilati e le informazioni per l’eventuale domiciliazione bancaria. In caso di rigetto, saranno specificate le motivazioni del diniego.

Quali debiti rientrano

La misura riguarda le imposte non versate emerse dai controlli automatici e formali dell’Agenzia delle Entrate, i contributi Inps, purché non derivino da accertamento, e alcune sanzioni amministrative statali. Possono essere inclusi anche carichi già interessati da precedenti rottamazioni decadute, compresa la rottamazione-quater, se la perdita dei benefici è avvenuta entro il 30 settembre 2025. Per chi aderisce, il pagamento riguarda solo il capitale, le spese di notifica e quelle relative a eventuali procedure esecutive. Se si sceglie la rateizzazione, fino a un massimo di 54 rate bimestrali, si applicano interessi del 3 per cento annuo a partire da agosto 2026.

Le esclusioni e il nodo multe

Restano fuori dalla definizione agevolata i tributi locali, come Tari e bollo auto, i debiti regionali e gli avvisi di accertamento. In generale, sono esclusi i debiti che derivano da attività di accertamento. Per quanto riguarda le sanzioni stradali, la rottamazione quinquies comprende solo le multe per violazioni del Codice della strada irrogate da amministrazioni dello Stato, quindi dalle Prefetture. Non rientrano invece le sanzioni elevate dalla polizia locale dei Comuni. Anche per le multe ammesse, lo sconto non riguarda l’importo principale, ma soltanto interessi e aggio.

Gli effetti dopo l’adesione

Dalla presentazione della domanda, e limitatamente ai debiti definibili, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non avvierà nuove procedure cautelari o esecutive e non porterà avanti quelle già avviate, salvo il caso in cui sia già avvenuto il primo incanto con esito positivo. Restano però validi gli eventuali fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data della domanda.

Cosa accade se non si paga

Uno dei punti più delicati riguarda la decadenza dai benefici. In caso di pagamento in un’unica soluzione, basta non rispettare la scadenza del 31 luglio 2026 per perdere l’agevolazione. Se invece si opta per il piano rateale, la decadenza scatta con il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, oppure dell’ultima rata. La norma consente un solo margine di recupero: si può saltare una rata intermedia senza decadere immediatamente, ma il versamento successivo andrà prima a coprire quella rimasta insoluta. Se però, così facendo, resta non pagata l’ultima rata, la definizione agevolata viene meno. In caso di decadenza, i versamenti già effettuati restano acquisiti come semplici acconti, ripartono le procedure di riscossione coattiva, compresi pignoramenti e fermi amministrativi, e il debito torna a essere calcolato nella sua interezza, con sanzioni e interessi. Inoltre, i carichi non potranno più essere rateizzati.

Perché la scadenza è decisiva

Il 30 aprile rappresenta quindi il termine chiave per chi intende utilizzare la sanatoria. Da quel momento in poi, chi non avrà presentato la domanda perderà la possibilità di accedere ai benefici previsti dalla rottamazione quinquies e dovrà fare i conti con il recupero ordinario delle somme dovute.

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