Caos aeroporti, EasyJet lascia a terra 121 passeggeri: malori e svenimenti
Sullo sfondo ci sono le lunghe code ai controlli e l’impatto del nuovo sistema biometrico Ees per i viaggiatori extra-Ue
Milano Un volo diretto a Manchester è partito da Milano Linate lasciando a terra 121 passeggeri su 148. È accaduto ieri, domenica 12 aprile, quando il volo EasyJet EJU5420 previsto per le 11 è decollato alle 11.52 con a bordo soltanto una trentina di persone, mentre la maggior parte dei viaggiatori si trovava ancora in coda ai controlli passaporti.
A riferirlo è l’agenzia Askanews, che cita la testimonianza di un passeggero rimasto a terra, un medico italiano che lavora a Liverpool e che avrebbe dovuto rientrare nel Regno Unito insieme alla moglie e ai figli.
L’episodio si inserisce in una fase già complessa per il trasporto aereo, segnata da rincari, tensioni geopolitiche e costi in aumento. In questo caso, a pesare sarebbero stati anche i nuovi sistemi di controllo introdotti per i viaggiatori extra-Ue.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero, nelle stesse ore a Linate si sarebbero formate code particolarmente lunghe, con disagi anche fisici per alcuni viaggiatori, tra malori e svenimenti.
Dietro i rallentamenti c’è l’entrata in vigore a pieno regime dell’Ees, l’Entry/Exit System, operativo dal 10 aprile 2026 in tutti i 29 Paesi dell’area Schengen dopo una fase di introduzione progressiva avviata il 12 ottobre 2025. Il sistema ha sostituito il timbro manuale sul passaporto con un controllo biometrico digitale che prevede la registrazione di impronte digitali, immagine del volto e dati del documento di viaggio in una banca dati centralizzata gestita dall’agenzia europea eu-Lisa.
L’obiettivo indicato dalla Commissione europea è rafforzare i controlli alle frontiere esterne e contrastare i soggiorni irregolari. Dalla sua introduzione il sistema ha già registrato oltre 52 milioni di ingressi e uscite e più di 27 mila rifiuti di ingresso. A regime, la procedura dovrebbe richiedere in media 70 secondi per passeggero.
Nella fase iniziale di piena operatività, però, la stessa Commissione ha segnalato tempi di attesa più lunghi negli aeroporti europei, soprattutto nelle fasce di maggior traffico, con strutture e personale ancora in fase di adattamento. In Italia la gestione del sistema è affidata agli agenti di frontiera della polizia di Stato.
L’Ees riguarda tutti i cittadini di Paesi terzi, compresi i britannici dopo la Brexit, gli statunitensi e in generale i viaggiatori non comunitari che entrano nell’area Schengen per soggiorni brevi, fino a 90 giorni nell’arco di 180 giorni. Restano esclusi i cittadini dell’Unione europea e chi è in possesso di un permesso di soggiorno europeo valido.
Per chi viaggia in questo periodo, l’indicazione è di arrivare in aeroporto con largo anticipo rispetto alle abitudini, almeno due ore prima in caso di voli internazionali verso Paesi extra-Schengen, considerando che le attese ai controlli possono essere molto più lunghe del normale.
