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Sanità, la presidente Todde: «Non inseguiamo problemi, li governiamo». Truzzu: «Giunta senza linea, due anni persi»

Sanità, la presidente Todde: «Non inseguiamo problemi, li governiamo». Truzzu: «Giunta senza linea, due anni persi»

In aula il dibattito scaturito dalla mozione del centrodestra che ha criticato le scelte dell’esecutivo

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Cagliari Si è parlato di sanità oggi 15 aprile in consiglio regionale. Il dibattito, durato tutta la mattina è scaturito dalla mozione del centrodestra che ha criticato la politica sanitaria della giunta. Una ventina gli interventi, aperti dal presidente del gruppo di Fdi Paolo Truzzu e chiuso, prima della replica dello stesso Truzzu, dalla stessa presidente Todde. Scontate le critiche alla giunta, sulle politiche sanitarie, sulla scelta dei manager, sul rafforzamento delle singole iniziative. Pochi i punti di rilievo degli interventi delle opposizioni, che in alcuni casi hanno offerto la disponibilità alla giunta a lavorare insieme, portando così l'arco della minoranza a risultare meno coeso di quanto ci si aspettasse.

Nessuna novità invece dalla maggioranza che ha fatto scudo sulla Todde. Nel suo intervento la presidente ha illustrato uno per uno tutti gli interventi di governo, dalla «stabilità organizzativa del sistema sanitario». La linea della Regione è «una linea di lavoro chiara. Meno precarietà, più programmazione, più capacità di dare continuità al sistema». La Todde ha parlato di «programmazione sanitaria pluriennale», di «integrazione tra ospedale, territorio e sociale, riorganizzazione della sanità territoriale».

Sul Pnrr e i cantieri per le case della salute, «abbiamo superato i target assegnati». Al centro dell'intervento della presidente/assessore, il sistema dell’emergenza-urgenza e i Pronto soccorso, il superamento dei gettonisti e il rafforzamento del personale dell’emergenza, con le indicazioni puntuali di interventi e risorse, con l'obiettivo di riorganizzazione il sistema pre-ospedaliero. «Il nostro operato si è già visto: siamo passati da una carenza di 543 medici di medicina generale nel 2024 a 496 nel 2025 e il bando pubblicato – che è scaduto oggi – vede ulteriori 60 richieste di nuovi medici. Non abbiamo risolto l’assenza di medici nei territori ma in 2 anni portiamo 100 medici in più sul territorio». In conclusione la presidente ha ribadito la sua linea politica sulla sanità e rivolgendosi alle opposizioni ha ricordato che «la Regione oggi non è ferma. Sta intervenendo sul riordino normativo e sulla gestione complessiva. Sta lavorando sul personale. Sta rafforzando la rete territoriale con Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali. Ha adottato un Piano per affrontare in modo strutturale il sovraffollamento dei Pronto soccorso. Sta accompagnando il superamento dei gettonisti. Sta riorganizzando la rete pre-ospedaliera. Sta costruendo un sistema pubblico di monitoraggio delle liste d’attesa e investendo risorse per ridurle, attivando i recall. Sta lavorando per  rendere più efficiente la rete ospedaliera incrementando di 320 posti letto la disponibilità per i post acuti e affrontando una volta per tutte il tema delle emergenze pediatriche attraverso l’avvio di 6 posti letto di terapia intensiva pediatrica all’ARNAS Brotzu con la certificazione del Bambin Gesù e l’attivazione prevista entro la fine del 2026. Oggi la Regione ha una direzione. E questa direzione è fondata su scelte verificabili. È su questo terreno che intendo stare. Non su quello delle semplificazioni polemiche. Perché sulla salute dei sardi il compito della politica non è agitare il disagio. È assumersene il peso e trasformarlo in risposte. Non siamo qui per raccontare una sanità perfetta. Siamo qui per dire la verità ai sardi».
«Sappiamo che ci sono ancora attese troppo lunghe – ha detto la Todde – territori che si sentono lontani, operatori sanitari che lavorano sotto pressione ogni giorno. Sappiamo che per molti cittadini il diritto alla salute oggi non è ancora pienamente garantito come dovrebbe essere. Ma sappiamo anche un’altra cosa che questa Regione ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. Abbiamo smesso di inseguire i problemi e abbiamo iniziato a governarli. Abbiamo messo ordine dove c’era disordine. Abbiamo costruito una direzione dove prima c’erano interventi isolati. E soprattutto abbiamo fatto una scelta chiara: mettere al centro non le polemiche, ma i cittadini. Non ci tireremo indietro. Continueremo a investire sul personale, perché senza medici, infermieri e operatori non esiste sanità. Continueremo a rafforzare il territorio, perché la salute non può dipendere dal luogo in cui si vive. A chi ci chiede risultati immediati rispondiamo con serietà: non esistono scorciatoie. Esiste il lavoro, la competenza, la determinazione».
Nella sua replica finale Truzzu ha ribadito che sono «stati persi due anni» e che «sarebbe stato meglio avere un piano di interventi dettagliato». «Non era una mozione di attacco, eravamo pronti a dare una mano, ma abbiamo difficoltà a comprendere il senso politico della maggioranza. Manca la scintilla politica per accendere il motore della sanità sarda, le carenze politiche delle proposte e i programmi della giunta. Siamo pronti a darvi una mano ma non sappiamo quale sia la vostra linea». La mozione è stata respinta per alzata di mano.

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