Gli applausi, la commozione, le lacrime: in duemila salutano il campione Alex Zanardi
Folla nella basilica di Santa Giustina a Padova, la sua handbike sull'altare. Il parroco: «La morte si è presa il corpo di Alex ma le è sfuggita l'anima»
Padova Il feretro con la bara bianca di Alex Zanardi è giunto alle 11 alla basilica di Santa Giustina di Padova, per la celebrazione dei funerali. Al funerale del campione hanno partecipato 2mila persone che hanno gremito la chiesa sin dalle 9 di questa mattina 5 maggio.
Ad accompagnare la bara la moglie Daniela e il figlio Niccolò, che hanno salutato con le mani giunte in segno di ringraziamento la piccola folla che si è assiepata fuori dalla basilica in Prato della Valle, sotto la pioggia.
L’arrivo della salma del campione, gli applausi e le lacrime
Tra i presenti il cantante Gianni Morandi, Bebe Vio, che è arrivata assieme all'ex presidente del Coni, Giovanni Malagò, Alberto Tomba e il sindaco di Bologna, Matteo Lepore. All'arrivo in Prato della Valle è scattato un lungo applauso, ripetuto a più riprese in chiesa, dove la bara è stata preceduta da un lungo corteo aperto dagli atleti di Obiettivo3 e chiuso dai familiari di Zanardi. Sotto l'altare è stata portata l'handbike dell'atleta bolognese, che normalmente è custodita al museo della Medicina poco distante.
Il figlio Niccolò: «Vi racconto l'Alex che si fa il caffè e impasta la pizza»
«C’è qualcosa che forse non sanno. Un piccolo aspetto dell’Alex di casa. Non dell’Alex che vince le Paralimpiadi o i mondiali di Indy, ma l’Alex che si fa il caffè, che il sabato sera impasta la pizza, che ti guarda e dice: ascoltami, aiutami un attimo a ‘pistolare’ con lo spid che io non ci capisco niente». A dirlo è Niccolò Zanardi, figlio di Alex, intervenuto al termine della cerimonia funebre nella basilica di Santa Giustina a Padova.
Malagò e Bebe Vio
«Siamo troppo tristi». Sono le uniche parole pronunciate dall'ex presidente del Coni Giovanni Malagò, giunto a Padova insieme a Bebe Vio per i funerali di Alex Zanardi.
Alberto Tomba
«È stato un grande, un mio compaesano. Un grande ricordo», ha detto il campione dello sci all'esterno della basilica di Santa Giustina.
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