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Hantavirus, tutto quello che c’è da sapere: contagio, sintomi e come proteggersi

Hantavirus, tutto quello che c’è da sapere: contagio, sintomi e come proteggersi

Le risposte dell'Istituto superiore di sanità su trasmissione, incubazione e vaccino

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Dopo il focolaio registrato a bordo della nave da crociera Mv Hondius, cresce l’attenzione attorno all’hantavirus delle Ande, il ceppo identificato nei passeggeri colpiti dalla grave infezione respiratoria. L’Organizzazione mondiale della sanità ha confermato sette casi, di cui cinque accertati in laboratorio, e tre decessi. A chiarire rischi e modalità di trasmissione è l’Istituto superiore di sanità, che invita comunque a non creare allarmismi.

Cos’è l’hantavirus

Gli hantavirus sono virus trasmessi principalmente dai roditori. L’uomo può infettarsi entrando in contatto con urina, saliva o feci di animali contaminati, oppure respirando particelle disperse nell’aria durante la pulizia di ambienti infestati. Più raramente il contagio può avvenire anche tra persone: è il caso proprio del virus Andes, diffuso soprattutto tra Argentina e Cile, l’unico hantavirus per cui sia stata documentata una trasmissione interumana.

Nelle Americhe il virus può provocare la cosiddetta sindrome cardiopolmonare da hantavirus, una malattia grave che colpisce polmoni e cuore.

I sintomi e i rischi

I sintomi iniziali ricordano quelli influenzali: febbre, brividi, dolori muscolari, mal di testa, nausea e disturbi gastrointestinali. Nel giro di pochi giorni possono però comparire difficoltà respiratorie improvvise e cali di pressione. Secondo l’Iss, il periodo di incubazione varia generalmente da due a quattro settimane, anche se i sintomi possono comparire prima o molto più tardi. Non esistono al momento né vaccini né cure antivirali specifiche: i pazienti vengono trattati con terapie di supporto e, nei casi più gravi, ricoverati in terapia intensiva.

«Nessun allarme in Italia»

Il Ministero della Salute italiano rassicura comunque sulla situazione. «Non ci sono motivi di particolare preoccupazione», ha spiegato Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento Prevenzione del ministero, sottolineando che l’Italia parteciperà ai tavoli europei di monitoraggio coordinati dall’Ecdc. Anche il Centro europeo per il controllo delle malattie considera “molto basso” il rischio per la popolazione europea. Il virus infatti non si trasmette facilmente e il roditore che costituisce il serbatoio naturale dell’hantavirus delle Ande non è presente in Europa.

Come proteggersi

Gli esperti consigliano alcune precauzioni: evitare il contatto con roditori e ambienti infestati, sigillare crepe e aperture nelle abitazioni, conservare correttamente alimenti e rifiuti e non spazzare a secco aree contaminate, per evitare di disperdere nell’aria particelle potenzialmente infette. Fondamentali anche igiene delle mani e attenzione alle comuni norme respiratorie.

L’ipotesi dei “super diffusori”

Sul caso della nave da crociera si è espresso anche l’infettivologo Matteo Bassetti, che ha ricordato come in Argentina nel 2018 un focolaio simile abbia portato a decine di contagi partendo da pochi casi iniziali. Un’ipotesi condivisa anche da Gianni Rezza, secondo cui a bordo della Mv Hondius potrebbe essersi verificato un fenomeno di “super diffusione”, favorito dagli spazi chiusi e dai contatti ravvicinati tra passeggeri.

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