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Giugno Slow 2026, a lezione di vitigni e biodiversità

Giugno Slow 2026, a lezione di vitigni e biodiversità

Il ceppo del lievito e l’identità dei vini, i mondi segreti studiati da Marilena Budroni dell’Università di Sassari

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La Maddalena In vetrina l’identità enogastronomica più autentica della Sardegna e il suo patrimonio di biodiversità nella settima edizione di “Giugno Slow”, nell’arcipelago de La Maddalena dal 23 maggio al 7 giugno, iniziativa che si apre con la tre giorni dedicata al vino naturale e alla coltivazione sostenibile “Vite e Vite. Incontri con i vignaioli”. Nella manifestazione promossa da Slow Food Gallura, Slow Food Sardegna e dal Comune di La Maddalena, la rassegna enologica è giunta al quarto anno e propone un programma ancora più ricco rispetto al passato con 150 vini in assaggio e oltre 30 cantine tra sarde e nazionali.

IL PROGRAMMA. Come nelle edizioni precedenti sono gli Ex Magazzini Ilva (via Fabio Filzi, 10 a La Maddalena) a ospitare vignaioli e banchi di assaggio. Il via sabato 23 maggio con la masterclass “L’ingrediente tempo nei rifermentati”, tenuta da Giampaolo Giacobbo, contitolare di Arkè, distributore nazionale di vini naturali, dedicata alle declinazioni del Cannonau in Sardegna la successiva masterclass delle 12.

BANCHI D’ASSAGGIO. Sono 150 le referenze di oltre 30 cantine selezionate dalla Sardegna e dall’Italia all’insegna della sostenibilità e dell’identità territoriale. Si potranno degustare conversando direttamente con i produttori (che gestiranno anche la vendita delle bottiglie) nella giornata di sabato 23 maggio dalle 16 alle 22 e di domenica 24 maggio dalle 16,30 alle 20,30. La mattinata di lunedì 25 maggio, dalle 9,30 alle 13 è invece dedicata agli operatori di settore.

IL LABORATORIO L’accademica Marilena Budroni, responsabile scientifica della Collezione Mbds-Unisscc dell’Università degli studi di Sassari, domenica 24 maggio dalle 15 alle 16 ha curato il laboratorio “Il cuore invisibile della trasformazione: come il ceppo di lievito modella l'identità di un vino”

All’indomani dell’allarme lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, in occasione della Giornata mondiale della biodiversità, gli esperti sottolineano il fatto che c’è una ricchezza da difendere: la biodiversità microbica. Lo sanno bene i vignaioli, che attendono il loro lavoro per la trasformazione dell'uva in vino. E lo sa bene l’accademica Marilena Budroni, intervenuta anche quest’anno all’importante appuntamento con il suo laboratorio.

«È un laboratorio allestito dalla collezione dell'Università di Sassari – spiega la professoressa Budroni –, proprio per mettere a confronto diversi ceppi di lievito e quindi far capire qual è l'importanza della biodiversità nella caratterizzazione del vino. E far vedere come diverse specie di lievito possono collaborare e altre portare difetti nel vino. Conoscere queste specie, capire come lavorano e quali sono i fattori che possono esaltare il loro lavoro metabolico ci permette di utilizzarli al meglio».

Insomma, una conoscenza preziosa per tutti i produttori isolani e non. A «Vite e vite», giunta alla quarta edizione, sono protagonisti i vini naturali, che oggi richiamano un numero maggiore di appassionati. «Ma alla prima edizione sono arrivata con molti preconcetti – ammette l’accademica –. Invece la voglia di dialogare con un mondo che mi sembrava molto lontano dal mio, che è più scientifico e rigoroso insieme alla curiosità dei produttori, oltre che delle organizzatrici e degli organizzatori, mi ha portato a rivedere le mie posizioni».

Intanto il contributo dell'Università di Sassari, in particolare della collezione Mbds, si apre a diverse prospettive. «Il fatto che la collezione sia inserita in un network non solo regionale e nazionale ma pure internazionale, porta necessariamente ad avere scambi con altre realtà», afferma Marilena Budroni. Lo sforzo da fare? «Portare qua tutto quello che noi impariamo anche dagli altri, con estrema umiltà, assieme alla consapevolezza che esistono veramente tantissime opportunità. Penso sia estremamente importante avere tanta biodiversità conservata, analizzata, conosciuta e che sia a disposizione dei produttori», riferisce. E conclude: «Credo, inoltre, che siano estremamente importanti i momenti come questo di Vite e vite a Giugno Slow: uno scambio e un confronto franco, molto tranquillo e assolutamente conviviale».

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