Il cinema made in Sardegna conquista il Queensland
Fausto Zanda, presidente del Circolo degli emigrati: «Questi cortometraggi presentano il volto della nostra terra»
Gold Coast Il cinema porta la Sardegna anche in Oceania. Il 24 maggio a Gold Coast, una delle più note località turistiche australiane, famosa in tutto il mondo per le sue splendide spiagge, si è parlato sardo. L'incontro con il cinema isolano è avvenuto nei locali della Società Dante Alighieri, Giovanna Santomauro presidente. La serata cinematografica è stata organizzata dal Queensland Sardinian Culture Club, guidato da Fausto Zanda con il sostegno del Consolato d’Italia in Brisbane. Il circolo sardo, attivo dal 1992, si dedica da oltre 30 anni a promuovere le tradizioni e l'identità culturale dell’isola al centro del Mediterraneo, incoraggiando lo scambio interculturale con la comunità australiana.
I cortometraggi di "Visioni sarde" hanno offerto un'altra importante opportunità per far conoscere l'sola e le sue eccellenze. «Questi cortometraggi presentano il volto della Sardegna, della sua cultura e delle sue tradizioni – spiega Fausto Zanda –. I filmati parlati in sardo, sono stati sottotitolati in inglese».
La platea, attenta e partecipe, ha accolto con calore tutte le opere colpita dalla magia delle immagini, dall'emozione delle musiche e dalla forza delle parole.
Con la presentazione di David Biber, studente di lingua e cultura italiana alla Dante Alighieri Gold Coast, sono state proiettati:
- "Ajò West!" di Sara Corbioli. Spaghetti western animato che vuole divertire il pubblico coinvolgendo il folklore sardo con ironia;
- "Brigas" di Lorenzo Spinelli. Un film che esplora la ciclicità delle relazioni di coppia attraverso l'archivio personale del videoamatore sardo Nino Solinas;
- "Infanzia e gioventù di Gramsci" di Paolo Zucca, Alessandra Atzori, Milena Tipaldo. La prima parte della vita di Gramsci, raccontata, adottando una tecnica di animazione tra stop motion e bricolage, coinvolgente ed originale;
- "Mamma" di Matteo Martinez. Un horror di matrice giapponese basato su una storia vera nelle profondità più oscure della mente;
- "Su cane est su miu" di Salvatore Mereu. La cinepresa posta ad altezza di bambino per scavare nel profondo dell'animo umano, interrogando la natura della colpa, della responsabilità, della giustizia e dell’innocenza perduta;
- "True love waits" di Simone Cicalò. Struggente storia d’amore che supera la linea d’orizzonte che divide vita e morte;
- "Una faccia da cinema" di Alberto Salvucci. Racconto metacinematografico sui pregiudizi sulla Sardegna. Con il ribaltamento ironico degli stereotipi;
- "Vida e morti di unu maragotti" di Stefano Cau. Due millenni di storia della Sardegna, nel racconto di un buffo fantasma morto in epoca romana e che ancora aleggia tra i presenti.
Il progetto "Visioni sarde” si inserisce tra le più efficaci iniziative capaci di valorizzare l'identità sarda attraverso il linguaggio universale del cinema. Il suo successo deriva dalla collaborazione tra la Cineteca di Bologna, Sardegna Film Commission e CinemaItaliano.info.
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