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L’inchiesta

Traffico di opere d’arte internazionale, recuperate in Texas tre preziose tele scomparse nel 2002 – Ecco quali sono

di Redazione Web
Traffico di opere d’arte internazionale, recuperate in Texas tre preziose tele scomparse nel 2002 – Ecco quali sono

Sgominata una complessa rete criminale: a ritrovarle sono stati i carabinieri del Nucleo tutela Patrimonio culturale di Cagliari

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Cagliari Le opere d’arte del XVIII secolo, preziosissime, erano scomparse dai luoghi di culto e avevano fatto il giro del mondo. Dall’Italia agli Stati Uniti, passando per l’Olanda, avevano da tempo varcato i confini internazionali e attraversato l’oceano, dopo essere state vendute all’asta. Una rete criminale, specializzata in traffico internazionale di opere d’arte è stata sgominata grazie alle indagini dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Cagliari che hanno concluso un’articolata attività d’indagine che ha permesso di scoprire il traffico di opere d’arte nazionali, che collegava l'Italia, l'Olanda e gli Stati Uniti. 

Le opere d’arte rubate tornano in Italia

Questa mattina 27 maggio a Sesto al Reghena (PN), con una cerimonia di restituzione formale all’interno dell’Abbazia di Santa Maria in Silvis, tre importanti opere, sottratte al patrimonio devozionale e storico friulano, sono state consegnate alla comunità. In particolare la tela raffigurante l’Assunzione della Vergine, dipinta nel 1851 dall’artista friulano Giuseppe Pappini unitamente ad altre due pale d'altare del XVIII secolo, realizzate dal maestro Biagio Cestari, anch'esse recentemente recuperate e rimpatriate.  Le tre opere pittoriche facevano parte di un lotto di beni culturali trafugati da quel luogo di culto nel 2002.

A ritrovarle sono stati i carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale (TPC) di Cagliari hanno concluso un’articolata attività d’indagine che ha permesso di scoprire un traffico di opere d’arte nazionali, che collegava l'Italia, l'Olanda e gli Stati Uniti. Fondamentale, inoltre, è stato il coordinamento tra la Procura di Pordenone, il Comando carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, le Autorità estere e gli organismi internazionali di polizia.

I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari, nel 2017, hanno individuato le due pale d’altare del Cestari in vendita sul sito web di un antiquario olandese specializzato in arte sacra. I dipinti in argomento erano censiti tra le opere da ricercare nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti, gestita dal Comando TPC, e nonché inseriti nel bollettino delle opere d’arte trafugate pubblicato sul sito dell’Arma. Grazie alla cooperazione investigativa internazionale, mediata da Eurojust ed Europol, le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Pordenone, hanno consentito di svelare una complessa rete criminale specializzata nel traffico di opere d’arte.

La rete criminale e le opere all’asta

Dietro l'esportazione illegale dei beni – venduti nel 2015 presso una casa d'aste ad Arnhem, in Olanda – si nascondeva un sodalizio composto da cittadini italiani e olandesi. La complessa attività investigativa ha visto il coinvolgimento attivo dei vari Nuclei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale dislocati sul territorio nazionale, il supporto informativo di reparti dell’Arma Territoriale oltre alla collaborazione delle polizie estere e degli organismi investigativi internazionali. L’opera dell’artista Pappini è stata successivamente immessa sul mercato statunitense e commercializzata in Texas. Grazie ai consolidati accordi di cooperazione tra Italia e Stati Uniti, le autorità americane sono riuscite a localizzare e sequestrare l’opera e rimpatriarla tramite spedizione diplomatica curata dal Consolato Generale d’Italia a New York.

Resta al momento aperto il destino del quarto dipinto del Cestari, oggetto del medesimo furto, opera venduta a Chicago a un acquirente rimasto al momento ignoto le cui ricerche per localizzarla sono tuttora attive.  Il rientro dei beni ha richiesto una dura battaglia giuridica. Nonostante l'autenticità e la provenienza italiana fossero già state accertate in Olanda da una storica dell'arte del Ministero della cultura, il diritto internazionale e la legislazione olandese hanno inizialmente frenato la restituzione (prevista già nel 2019), richiedendo il risarcimento dell’antiquario in "buona fede".

La battaglia giudiziaria per riportare le tele in Italia

La determinazione della Procura di Pordenone e dei militari dello speciale reparto dell'Arma ha ribaltato lo scenario: il trasferimento del procedimento penale in Olanda ha permesso di dimostrare, alla conclusione dell'inchiesta nel 2025, la mancata due diligence (il dovere di verifica) da parte dei mercanti olandesi, i quali non avevano approfondito con le dovute verifiche la provenienza dei dipinti.

Ad aprile dello scorso anno, il Tribunale olandese ha così decretato la restituzione delle prime due opere alla Diocesi di Concordia-Pordenone. Con il ricollocamento dei beni all'interno dell'antico monastero friulano, si restituisce alla comunità un pezzo fondamentale del proprio patrimonio storico, identitario e spirituale, a dimostrazione che il tempo e le distanze geografiche non arrestano l'azione dello Stato a tutela della propria arte.  Pale d’altare, Biagio Cestari, metà del XVIII Dipinto olio su tela, Giuseppe Pappini, “Madonna Assunta”,  XIX secolo. 

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