Ploaghe, Sòleandro per Antonella Serusi: «So che tu continuerai a brillare» – La lettera e la canzone
La donna è morta dopo esser stata travolta da un’auto fuori da una farmacia
Ploaghe La morte di Antonella Serusi, la cinquantenne di Ploaghe, travolta da un’auto mentre faceva manovra, ha profondamente sconvolto tutta la comunità ploaghese. A rivolgerle un pensiero, lasciato ai social, è anche il cantante Sòleandro, suo compaesano, che le ha dedicato una lettera e la canzone “Benidora”, scritta sei anni fa. Oggi, mercoledì 17 giugno, si sono svolti i funerali.
La lettera
«Cara Antonella, oggi il vento passa lento tra le case del paese e porta con sé voci lontane, passi dimenticati, profumi che il tempo non è riuscito a cancellare. È in questo silenzio che sento il bisogno di scriverti. Ti ho visto crescere. Ero poco più di un ragazzo quando, insieme a mio padre e a suo fratello Ico, trascorrevo i pomeriggi nella stradina dissestata che dalla tua casa conduceva fino a piazza San Pietro. Ricordo la luce dorata delle sere d’estate e la polvere che si sollevava sotto i nostri passi. Ricordo tuo padre Raffaele, le sue mani ruvide, segnate dal lavoro e profumate di sughero, come se la fatica avesse una fragranza tutta sua. Eravamo una sola famiglia, anche senza dirlo. I tuoi primi sorrisi, le corse spensierate, le risate che si mescolavano a quelle dei miei cugini Billia, Giuseppe e Daniela. Scene semplici, forse, ma capaci di attraversare gli anni senza perdere colore.
Tutto questo vive ancora nel mio grande scrigno familiare, custodito con cura, in un luogo dove nessuno può entrare e dove il tempo non ha alcun potere. Anche quando ho lasciato il nostro paese e ho camminato per strade lontane, non è mai trascorsa una sera senza che il pensiero tornasse là. Alle corse sulle strade polverose. Ai tramonti che sembravano non finire mai. Alle giornate trascorse a Domaiore, dove la natura parlava una lingua antica e silenziosa che solo il cuore sapeva comprendere.
Oggi guardo il mondo e sento, con una certezza che non ha bisogno di prove, che la realtà che viviamo con il corpo è soltanto una veste fragile, un passaggio, un sogno che crediamo eterno. Ciò che siamo davvero appartiene a una luce più grande. Per questo so che tu continuerai a brillare. Sempre. Oltre il tempo, oltre le stagioni, oltre ogni distanza. Eppure oggi tutto sembra immobile. L’estate ha il colore dell’autunno e le giornate portano una malinconia che pesa sulle spalle di tutti noi. Le piazze sono le stesse, i muri sono gli stessi, ma qualcosa manca. E in questa assenza ci scopriamo più soli.
Ad Enzo e alle tue due principesse mando un abbraccio forte, deciso, sincero. Un abbraccio capace di attraversare il dolore e di ricordare che l’amore non conosce separazioni. Perché verrà un giorno in cui tutto questo finirà. Finiranno le paure, le attese, le domande. E allora ci ritroveremo oltre la mente che ha giocato con noi, oltre i confini dell’apparenza, dove ogni volto amato sarà di nuovo riconoscibile e ogni lacrima comprenderà il proprio significato. Là, in quel luogo senza tempo, le strade di Ploaghe saranno ancora percorse dai nostri ricordi e dalle nostre risate. E tu sarai luce. Come lo sei sempre stata. Con affetto eterno, Sóleandro»
La canzone
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