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Allevatori sempre più vecchi, il grido d’allarme del mondo agricolo alla Regione

di Francesco Pirisi

Serra (Coldiretti): «La Regione ripensi le politiche per i piccoli centri»

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Nuoro «Manca il ricambio generazionale e le nostre campagne si spopolano»: a denunciarlo è Alessandro Serra, direttore della Coldiretti Nuoro-Ogliastra.

«Protettori di territori» «Il dato evidente di questo fenomeno – dice – è l’aumento dell’età di agricoltori e allevatori». La media anagrafica si colloca tra i 50 e i 60 anni, come di recente ha evidenziato lo stesso assessorato regionale dell’Agricoltura. Con un andamento che si avvicina sempre di più alla fascia più alta. Non ci sono ricette magiche, ma risposte pratiche nelle quali l’organizzazione di categoria vede la possibilità d’iniziare a invertire la rotta: «Servono politiche d’incentivazione – dichiara Serra – anche perché siamo convinti che gli agricoltori e i pastori siano i veri protettori del territorio». Un passaggio, quest’ultimo, del direttore della Coldiretti, che tra l’altro si allaccia alla questione delle calamità ambientali, a iniziare da quella degli incendi, pericolo costante nelle terre abbandonate e incolte. Ma Serra va oltre e si spinge a una considerazione a più largo raggio: «Detto della necessità di misure di sostegno a chi lavora in campagna, si deve ripensare la politica dei servizi nei piccoli centri: sono da potenziare. Altrimenti sparisce il settore primario e muoiono queste comunità».

Paure e proposte Oltre lo “stop” al ricambio generazionale, altri mali si affacciano proprio di questi tempi: «Abbiamo il problema dell’assalto a fini speculativi alle aree agricole per installarvi altre attività economiche. Una è quella edilizia, anche se la Sardegna centrale è meno toccata dal fenomeno. Ci preoccupano di più i progetti per gli impianti di energia rinnovabile. Non siamo certo contrari a questi nuovi sistemi di produzione – chiarisce il dirigente – ma crediamo più giusto e adatto per questi impianti l’utilizzo di aree industriali o siti di cave e miniere dismesse». La disincentivazione per il cambio di destinazione del suolo è la soluzione che il direttore di Coldiretti Nuoro-Ogliastra richiede alla politica regionale. Questo per evitare che il richiamo degli assegni immediati porti gli stessi agricoltori a mollare aziende e produzioni. Problemi e risposte legati tra loro e che s’intersecano rispetto al futuro del settore, a partire proprio dalle zone interne. E per i quali l’assessorato regionale dell’Agricoltura cerca più risposte.

Secondo Serra gli scenari che danno possibilità sono chiari. Riguardano le misure per gli investimenti nell’attività primaria, a vantaggio dell’agroalimentare e delle fattorie didattiche, sino ai contributi per le strade rurali. Nel Csr (Complemento regionale di sviluppo 2023-2027) altre due misure, per la silvicoltura e la pulizia del bosco, che possono anche porre un argine agli incendi. Rispetto ai quali Serra invoca una maggiore sinergia tra istituzioni e mondo agricolo: «Quella degli incendi è una calamità che si ripete ogni estate. È fuori luogo parlare di emergenza».

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