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«A Cala Finanza un beach club senza volumi in più, vogliamo dialogare con la Regione»: parla il ceo del gruppo brasiliano

di Marco Bittau

	Villa Joy a Cala Finanza, nel riquadro Thiago Alonso De Oliveira, ceo di Jhsf Uk
Villa Joy a Cala Finanza, nel riquadro Thiago Alonso De Oliveira, ceo di Jhsf Uk

Progetto Tavolara bay, Thiago Alonso De Oliveira: «Il centro sarà Villa Joy: non ci sarà alcuna modifica e non sarà intaccato l’ecosistema»

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Thiago Alonso de Oliveira, ceo di Jhsf participacoes Uk interviene sul progetto del gruppo brasiliano a Cala Finanza, nel litorale di Loiri Porto San Paolo al centro del dibattito politico regionale e nazionale.

I dettagli del progetto? A quanto ammonta l’investimento?

«Partiamo dal progetto su cui, probabilmente a causa del nostro silenzio, si è fatta confusione. Nel progetto dell’attuale Villa Joy, proprio davanti a Molara e Tavolara, non è previsto nemmeno un metro di cubatura in più. La struttura, presente da oltre cinquant’anni, rimarrà com'è, non sarà ingrandita: si tratta esclusivamente di convertire la destinazione d’uso da residenziale a ricettiva. Nell’entroterra invece, a ridosso di Porto San Paolo, stiamo lavorando a un progetto ancora in una fase del tutto preliminare per la realizzazione di hotel e residenze private. Complessivamente, l’investimento dovrebbe ammontare a 200 milioni di euro, ma molto dipenderà dallo sviluppo concreto del progetto».

Cala Finanza è solo una piccola parte del progetto Tavolara bay?

«Sì, a Cala Finanza ci saranno esclusivamente il ristorante e il beach club, che troveranno spazio all’interno di Villa Joy e costituiranno un primo “punto di approdo” per far conoscere all’estero sempre di più la Sardegna e la straordinaria Area marina protetta di Tavolara. Come dicevo, trasformeremo questa struttura senza apportare nessuna modifica volumetrica e senza intaccare in alcun modo l’ecosistema circostante. Le due strutture che dovremo necessariamente installare per il supporto logistico agli eventi che si organizzeranno a Villa Joy saranno temporanee, amovibili e perfettamente integrate nell’ambiente circostante: verranno rimosse al termine degli eventi».

Immaginavate che il progetto scatenasse tante polemiche, anche a livello nazionale?

«Seguiamo con continuità, attenzione e rispetto il dialogo tra la Regione, il Comune e il Governo. Il fondatore di Fasano Hotel è un italiano, emigrato in Brasile. Ora stiamo tornando in Italia, e vogliamo che il progetto funzioni: è per questo che siamo aperti a qualsiasi tipo di confronto e disponibili ad ascoltare tutte le parti in causa».

Perché avete usato la procedura semplificata della Zes per il Mezzogiorno nonostante i tanti (quasi tutti) pareri negativi nella conferenza di servizi?

«È proprio questa l’incomprensione che ha generato numerose polemiche e che teniamo molto a chiarire: noi non abbiamo fatto ricorso alla procedura Zes dopo i pareri negativi del Comune e della Regione, anzi abbiamo scelto di rivolgerci alla Zes fin da subito, tanto che abbiamo presentato l’istanza il 1 luglio dello scorso anno. Il Comune e la Regione hanno partecipato alla conferenza di servizi all’interno del procedimento, non fuori. La Zes unica del Mezzogiorno è una struttura efficiente, oltre ad essere nata proprio per attrarre investimenti nel Sud Italia: investendo 200 milioni in Sardegna ci è sembrato naturale utilizzare questa procedura».

Come possono convivere alberghi e ville con un’Area marina protetta, cioè un parco?

«La gente vuole venire a Tavolara e a Capo Coda Cavallo perché ci sono bellezze naturali uniche e straordinarie: il nostro obiettivo primario sarà proteggerle, sempre. Le nuove edificazioni, già previste nel Piano urbanistico del Comune di Loiri Porto San Paolo, sono comunque ancora in fase progettuale e sarebbero in un’area nei pressi della cittadina di Porto San Paolo, non certo a Cala Finanza, nell’area dove ora sorge Villa Joy. Nella pianificazione stiamo rispettando scrupolosamente tutti i vincoli paesaggistici, compresa la distanza di 300 metri dal mare. Su questo ci sentiamo di rassicurare tutti».

Sapete che l’amministratore delegato della Tavolara bay, Alberto Biancu, è il fratello di un assessore comunale di Loiri Porto San Paolo?

«Sì, ne siamo a conoscenza. Tutto è stato fatto nel pieno rispetto e in trasparenza per portare un progetto di valore. Qui ci teniamo a chiarire un punto: l’unica decisione presa dal consiglio comunale è stata quella del cambio di destinazione d’uso che ci impegna a destinare metà della nostra area a Cala Finanza a parco. Una zona che fino ad oggi era privata sarà restituita alla collettività. Peraltro, da quello che so, gli assessori non consiglieri non hanno diritto di voto nel consiglio comunale che ha preso questa decisione».

Il progetto va avanti e resterete a Cala Finanza nonostante le polemiche?

«Noi vogliamo e dobbiamo collaborare con tutte le istituzioni e ci teniamo davvero a chiarire le polemiche in corso. Il nostro primario interesse è agire nella piena legalità: attualmente il progetto è stato approvato, ma siamo pronti ad adeguarci alle prescrizioni che dovessero arrivare».

Avete altri investimenti in Sardegna?

«No, abbiamo scelto questa zona per valorizzare tale territorio e le realtà economiche di questa area: artigiani, piccole e medie imprese, lavoratori». La Regione Sardegna ha una posizione dura e irremovibile, ci sono margini di trattativa o andrete avanti così?

«Siamo aperti al dialogo e non vogliamo assolutamente operare in un clima di tensione. Nel rispetto della comunità sarda siamo pienamente a disposizione della Regione Sardegna e del Comune di Loiri Porto San Paolo per trovare insieme una via che consenta di valorizzare questo straordinario territorio. Abbiamo invitato tutte le principali istituzioni locali a un confronto partecipativo lo scorso aprile e stiamo organizzando un secondo momento per tutti coloro che non hanno potuto esserci».

Che visione avete del turismo in Sardegna?

«La Sardegna è una regione meravigliosa, conosciuta e ammirata in tutto il mondo. La natura è unica, il capitale umano è di grandissimo valore, la logistica adeguata e il settore alberghiero offre notevoli opportunità di sviluppo. Oggi il turismo rappresenta quasi il 15% del Pil della regione e c’è un chiaro intento da parte delle istituzioni e delle imprese di destagionalizzare il turismo. È proprio per questo che come Jhsf abbiamo voluto investire nel progetto di Fasano Sardinia, per contribuire a rendere la Sardegna una destinazione turistica globale capace di generare valore non solo nei mesi estivi». 

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