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Porto Rotondo

Villa Certosa, ecco com’è fatto il buen retiro del Cavaliere: 126 stanze e un parco di 120 ettari

di Giandomenico Mele
Villa Certosa, ecco com’è fatto il buen retiro del Cavaliere: 126 stanze e un parco di 120 ettari

Dal 2023 la caccia al possibile acquirente

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Porto Rotondo Mito e leggenda sulle fondamenta di una reggia che per decenni è stata simbolo di potere, nelle sue estensioni più variabili. Villa Certosa e Silvio Berlusconi hanno vissuto in maniera quasi simbiotica, con la residenza estiva del Cavaliere che ha rappresentato la plastica immagine della sua parabola politica e di vita. Naturale, quasi dovuto, che la morte dell’ex presidente del Consiglio abbia chiuso un capitolo anche romantico, che per la famiglia si è poi configurato in un lungo periodo di trattative immobiliari. Più che una villa, un simbolo. Più che una residenza privata, un luogo entrato nella storia politica, economica e mondana dell'Italia contemporanea.

Dopo le notizie sulla messa in vendita di Villa Certosa e la cifra ufficiale, 500 milioni di euro, circolata sul mercato già qualche anno fa, erano iniziate le indiscrezioni che a fasi alterne avevano prefigurato tra gli acquirenti principi arabi come il Sultano del Brunei, investitori cinesi, magnati americani fino a Bill Gates, ma anche grandi gruppi alberghieri americani, come Four Seasons.

Per la cessione del pezzo più pregiato del patrimonio immobiliare del Cavaliere, dopo la sua morte, gli eredi avevano dato mandato all’immobiliare milanese Dils. Ad assistere la famiglia alcune agenzie come Sotheby’s international realty, fondata nel 2004 dalla casa d’aste inglese Dils e Lionard. La storia berlusconiana di Villa Certosa comincia negli anni Settanta. Al Cavaliere piaceva quella tenuta (allora si chiamava Villa Monastero) a Punta Lada, Porto Rotondo, affacciata sul mare blu del golfo di Marinella. Dopo l’acquisto da Flavio Carboni, l’aveva ristrutturata su progetto dell'architetto di fiducia, Gianni Gamondi. Soprattutto, l’aveva progressivamente e ossessivamente ampliata sino a raggiungere l’ampiezza smisurata di 4.500 metri quadri, con 126 stanze e un parco di 120 ettari. Presenti anche 4 bungalow, 2 immobili chiamati Cactus e Ibiscus, un teatro, una serra, una palestra, la piscina, una talassoterapia e un belvedere col pavimento in marmo.

Continue e regolarmente smentite fino agli ultimi due anni le voci di vendita. In realtà il Cavaliere non aveva mai pensato veramente di privarsi del suo buen retiro in Gallura. Al contrario, ogni anno aveva curato meticolosamente la manutenzione e disposto ampliamenti e migliorie impegnando in un eterno cantiere decine di operai, muratori, giardinieri, idraulici, addetti alle pulizie, cuochi, camerieri, governanti. Una delle ultime pratiche depositate al Suape del Comune di Olbia riguardava un intervento di manutenzione per un impianto di dissalazione. Un intervento di routine, dopo che gli ultimi grandi investimenti erano datati marzo 2017, con l’acquisto da parte della Immobiliare Idra di due immobili in via della Ricciola, una strada a senso unico a pochi metri da via della Certosa e dall'ingresso della residenza. Sì, perché l'idea di Berlusconi era allargare i confini della Certosa con l'acquisto delle proprietà vicine.

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