Drogate e violentate dai loro compagni, centinaia di donne vittime di una rete europea: gli stupri condivisi online
L’indagine è stata portata avanti in sette paesi
L'indagine è senza precedenti e ha portato alla luce un fenomeno oscuro e organizzato: mogli e compagne subivano violenze sessuali, spesso drogate. A compierle erano i propri mariti e compagni, incitati da comunità online misogine. L’operazione nota con il nome di progetto Medusa, iniziata nell’aprile del 2026, è stata guidata da Inghilterra e Germania con la collaborazione dell’Europol e ha coinvolto le forze dell'ordine di sette Paesi. Sono state identificare 156 tra vittime e autori di reati.
Secondo la ricostruzione di Europol, i sospettati usavano forum e chat per scambiarsi consigli su come stordire le partner con farmaci o droghe e portare a termine le violenze, in alcuni casi documentandole per poi condividerle.
Il progetto ha permesso di aprire altre 274 nuove piste investigative, portando all'identificazione di quattro nuove comunità online misogine dedicate a questi crimini. Le indagini, ancora in corso, hanno già condotto a 57 arresti e alla messa in sicurezza di 158 vittime, con un totale di 113 indagini avviate dall'inizio del progetto.
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