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Pecorino Romano Dop, produzione stabile e export al 60%: pesano i dazi Usa

Pecorino Romano Dop, produzione stabile e export al 60%: pesano i dazi Usa

I dati sono stati resi noti durante l’assemblea annuale dei soci del Consorzio di tutela

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Oltre 39 milioni di chili di Pecorino Romano DOP prodotti nella campagna 2024/2025, con una filiera che coinvolge quasi 9mila allevatori e 47 caseifici. I dati sono stati resi noti oggi nell’annuale assemblea dei soci del Consorzio di tutela del Pecorino Romano Dop. Durante i lavori, che si sono svolti oggi a Siamaggiore, il presidente Gianni Maoddi ha fatto il punto anche sulle attività di tutela, vigilanza e promozione svolte nel corso dell'anno, con particolare attenzione alla questione dei dazi Usa che continuano ad alimentare incertezza e creare instabilità.

I dati

La Sardegna si conferma il principale polo produttivo, con il 92% della produzione, mentre oltre 300 milioni di litri di latte sono stati lavorati dai caseifici della filiera.

Sul mercato interno prosegue la crescita nella grande distribuzione (+4,3%), ma il quadro resta contrastato. L’export rappresenta il 60% della produzione vendibile: gli Stati Uniti restano il primo mercato estero con circa 131mila quintali esportati, anche se il valore delle vendite risente dei dazi. In crescita anche Unione Europea, Regno Unito, Canada e Australia.

Dazi

Il presidente del Consorzio, Gianni Maoddi, ha evidenziato come i dazi statunitensi continuino a creare incertezza. Per tutelare il comparto, il Consorzio ha intensificato l’attività istituzionale negli Usa e il confronto con il governo italiano per ottenere un’esenzione tariffaria.

Sul fronte della tutela, nel 2025 il marchio tridimensionale di certificazione del Pecorino romano è stato riconosciuto come incontestabile negli Stati Uniti, rafforzando la protezione del prodotto. Proseguono inoltre le attività di vigilanza contro le imitazioni e gli investimenti in nuove tecnologie per il controllo della qualità.

Continua infine il programma di promozione internazionale finanziato dall’Unione Europea, con iniziative negli Stati Uniti, in Europa, Giappone e Australia e la partecipazione alle principali fiere di settore.


La dichiarazione del presidente del Consorzio Gianni Maoddi

«I dati presentati oggi in assemblea confermano la solidità di una filiera che continua a crescere nonostante le difficoltà in un contesto internazionale complesso, ne siamo orgogliosi e siamo consapevoli che è il risultato di un anno di duro lavoro da parte di tutti», dice il presidente del Consorzio Gianni Maoddi. 

«Purtroppo, il mercato interno nel 2025 è stato caratterizzato sì da una tenuta in termini di volumi di vendita, ma da una progressiva seppur ingiustificata diminuzione in termini di valore. Per quanto riguarda i mercati esteri, registriamo una crescita interessante su mercati come il Canada e l'Australia, sui quali continueremo a puntare esplorando allo stesso tempo nuove opportunità commerciali. Ma il 2025 – sottolinea Maoddi - sarà ricordato soprattutto per l'intenso lavoro diplomatico svolto negli Stati Uniti: abbiamo portato le ragioni della nostra filiera fino al Congresso americano, costruendo un dialogo bipartisan che oggi ci consente di guardare al futuro con maggiore fiducia anche se sicuramente gli ostacoli da affrontare sono tanti e la situazione resta molto incerta, cosa che naturalmente non fa bene ai mercati che invece chiedono stabilità. Dunque siamo in un momento che richiede grande impegno e determinazione da parte dell’intera filiera e il supporto delle istituzioni regionali e nazionali, a cui chiediamo di mettere in campo ogni azione utile per affiancare il nostro lavoro. Noi, come Consorzio, continueremo a difendere con determinazione il valore del Pecorino Romano DOP, la sua origine e il lavoro di migliaia di allevatori e produttori che ogni giorno rendono grande questa denominazione», conclude il presidente Maoddi.

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