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Il reportage

Cala Luna sotto assedio, il numero chiuso non ferma l’assalto – Cosa sta succedendo

di Alessandro Mele

	Foto di Massimo Locci
Foto di Massimo Locci

Impossibile avere contezza delle presenze che affollano la celebre spiaggia

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Inviato a Dorgali «Avete visto quanti gommoni sostano al largo? Sembra di assistere allo sbarco in Normandia». Più che un richiamo storico, è una presa di coscienza piena di rassegnazione. Vittorio, pensionato di 72 anni, è uno dei pochissimi sardi approdati sulla battigia di una delle spiagge più belle del mondo. Eppure qui oggi la cartolina è un’altra. Cala Luna è un carnaio sia a terra che in mezzo al mare.

Benché quest’anno la capienza sia stata fissata a un massimo di 900 persone presenti contemporaneamente, «numero mai raggiunto in questa stagione», affermano dall’amministrazione comunale di Dorgali e gli addetti ai lavori, quel senso di sovraffollamento lo si percepisce già alla partenza. La barca che prende il largo alle 9 dal porto di Cala Gonone, 35 euro cadauno la spesa di viaggio, è una mescolanza di linguaggi e di sguardi rivolti verso i circa 7 chilometri di costa paradisiaca attraversati in appena mezz’ora. Le spiagge di Palmasera e Tziu Martine, poi le grotte del Bue marino e finalmente Cala Luna. Una volta sbarcati e attraversato il pontile che negli anni tante volte ha contrapposto i Comuni di Dorgali e Baunei, il tempo di godersi il panorama sul golfo equivale esattamente a quello di un tuffo e l’odore di crema solare sostituisce a poco a poco il profumo del mare. Pochi minuti, infatti; e comincia il via vai di barche e soprattutto di gommoni carichi di visitatori. Non arrivano solo da Cala Gonone, ma anche dai porticcioli dell’Ogliastra (Arbatax e Santa Maria Navarrese) e della Baronia (La Caletta e Orosei).

In poco tempo, all’alternarsi ordinato di imbarcazioni che attraccano sul pontile di circa 18 metri di lunghezza, si contrappone la lunga fila, al largo, dei gommoni in sosta perché in attesa di poter usufruire del cosiddetto “corridoio di lancio” che conduce direttamente sul bagnasciuga. «Grazie al nuovo sistema di controllo degli accessi, e quindi degli sbarchi, abbiamo drasticamente ridotto il problema del sovraffollamento degli scorsi anni – spiega la sindaca di Dorgali, Angela Testone –. Dalle migliaia di persone che arrivavano in maniera incontrastata su quella porzione di litorale, infatti, grazie al sistema di prenotazione con Qr code siamo riusciti a fissare a 900 il numero di capienza massima consentita. Lo speciale codice, una volta verificato, ci regala un monitoraggio minuto per minuto e se la capienza è raggiunta, le imbarcazioni hanno l’indicazione di dover proseguire avanti, oltre Cala Luna».

Ma ci sono alcune falle nel sistema. «Prima sapevamo di dover esibire il Qr code una volta arrivati sul pontile – racconta una turista – adesso sbarchiamo e non sappiamo perché non ci venga chiesto più nulla». La spiegazione è tecnica: «Una volta a carico pieno – risponde la sindaca – per quella determinata barca viene prodotto un unico Qr code che identifica tutti i passeggeri a bordo contemporaneamente».

Non è ancora mai capitato, ma al porto c’è anche chi ha la fobia del cosiddetto “carico pieno”. «E se per Ferragosto Cala Luna superasse i 900 ingressi previsti? – chiede Marco, romano con la residenza estiva a Cala Gonone –. Noi abbiamo già prenotato ma a questo punto non sappiamo se ci potremmo andare. È assurdo, dovremmo saperlo prima di partire».

Ma ciò che preoccupa di più i visitatori di Cala Luna continuano ad essere le decine di gommoni in attesa a poche centinaia di metri dalla riva. Sul tema più caldo dell’estate dorgalese, Angela Testone sferra un attacco frontale: «Lavoriamo in una situazione borderline – afferma sul punto la prima cittadina –. La verità è che non c’è una regolamentazione sulle concessioni per i gommoni dei privati che imperversano e che quotidianamente invadono la costa. Sono fuori dal nostro sistema di controllo e dunque impossibili da conteggiare tra i 900 autorizzati a sbarcare a riva». E prosegue: «Il corridoio di lancio presente era stato previsto quando la spiaggia è stata chiusa per la nota vicenda giudiziaria che la riguarda. Successivamente, a luglio, è stato liberato anche il pontile. La sicurezza e l’ordine pubblico restano una priorità per il Comune di Dorgali ma cosa c’è di meno controllabile del fai da te? Noi faremo il possibile, per quanto di nostra competenza, per risolvere anche questa ulteriore criticità».

Ma tra i visitatori impossibili da conteggiare tra i 900 previsti dalla capienza massima fissata dal Comune, ci sono anche quelli che a Cala Luna arrivano a piedi. Partendo da Cala Fuili, infatti, comincia un percorso escursionistico di circa 10 chilometri, con un tempo di percorrenza pari a un ora e mezza. «È stata dura, ma almeno non c’è un ticket da pagare e siamo sicuri di poter fare il bagno», dice una coppia appena arrivata a Cala Luna dalla montagna.

«Chi arriva a piedi non viene conteggiato – conferma sul punto Angela Testone –. In questa prima annata di ingressi contingentati, infatti, abbiamo previsto che gli escursionisti non dovessero pagare alcun biglietto. In media – conclude la sindaca – sono circa 60 le persone che raggiungono Cala Luna a piedi nell’altra stagione».

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