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Gommoni e yacht assaltano Cala Coticcio: «Come cavallette, difficile tutelare il parco» – VIDEO

di Caterina Cossu
Gommoni e yacht assaltano Cala Coticcio: «Come cavallette, difficile tutelare il parco»  – VIDEO

Rosanna Giudice non usa mezzi termini davanti alle immagini che intasano i social: «Oscenità e disastri»

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La Maddalena «L’esercito in acqua non si può mettere. Arrivano come cavallette, ma noi facciamo del nostro meglio». Rosanna Giudice, presidente del Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, non usa mezzi termini davanti alle immagini che intasano non solo i social, ma le caselle mail e le chat dell’ente parco a disposizione del pubblico per le segnalazioni. Sono settimane infatti che rimbalzano «oscenità e disastri», l’ultima delle quali ha riguardato proprio Cala Coticcio presa d’assalto dalle imbarcazioni.

Il filmato Pubblicato su Facebook e girato dall’alto, restituisce una fotografia impressionante di uno dei luoghi più conosciuti e delicati dell’arcipelago. Nello specchio d’acqua davanti alla cala e nelle immediate vicinanze si contano oltre 130 imbarcazioni – solo quelle visibili dall’inquadratura – tra gommoni, motoscafi, barche a vela, catamarani e yacht. Decine di persone sono contemporaneamente in acqua, altre raggiungono gli scogli e la terraferma. Un affollamento che rende evidente la pressione esercitata nei giorni di punta su un ambiente sottoposto a un regime di tutela particolarmente rigoroso. I numeri forniti dalla presidente poi danno la misura del fenomeno. «Il carico antropico che il Parco può sopportare è stato stimato in circa 2.500 presenze al giorno, ma attraverso un controllo aereo ne abbiamo rilevate 6.500» racconta. Più del doppio della soglia sostenibile, presenze distribuite su un territorio che non è semplice presidiare: il Parco si estende complessivamente per circa 47mila ettari, dei quali appena 2.500 sono quelli terrestri. Tutto il resto è mare.

La situazione «Abbiamo messo in campo diverse forze – spiega Giudice –. Prima della stagione abbiamo emanato i disciplinari e a Cala Coticcio ci sono le guardie, con turni dalla mattina fino alle 20. La gente non può scendere per conto proprio». Per raggiungere la cala via terra l’accesso è infatti contingentato e avviene attraverso le guide ambientali escursionistiche autorizzate: non più di 15 persone alla volta, accompagnate lungo i percorsi stabiliti. «Una volta sbarcate, le guide lavorano in autonomia, ma sono tutte Gae autorizzate. Ci sono i sentieri segnati e da lì non si sgarra». Il fronte più difficile da governare rimane però quello del mare, anche se la presenza di una barca davanti a Cala Coticcio non equivale automaticamente a una violazione. Navigazione, sosta e ancoraggio sono sottoposti a precise limitazioni. «Mettiamo ripetutamente cavi carrozzati con le boe di delimitazione, che per la maggior parte del tempo in verità passiamo a riparare – prosegue Giudice –. Le regole sono ben chiare, come il divieto assoluto di ancorare sulel banchine di poseidonia».

Tutela La tutela di è uno dei punti centrali per l’ecosistema. «Una prateria danneggiata da un’ancora impiega tempi lunghissimi per ricostituirsi. La Posidonia cresce appena un centimetro all’anno» ricorda la presidente. A rendere ancora più delicato l’equilibrio ambientale contribuiscono quest’estate temperature dell’acqua che hanno superato i 30 gradi.

Le regole La disciplina più recente è contenuta nell’ordinanza 33/2026 della Capitaneria di Porto di La Maddalena, in vigore dal primo giugno e adottata in via sperimentale per le stagioni 2026 e 2027. L’ancoraggio è consentito sui fondali sabbiosi o fangosi e vietato sulle praterie di Posidonia e sugli altri habitat sensibili. Nelle zone dette Ma, cioè sottoposte al massimo grado di tutela marina, non è invece consentito ancorare. Restano inoltre aree-corridoio nelle quali le ancore sono vietate per garantire il passaggio dei mezzi di soccorso.

Le contromisure Regole che, sottolinea Giudice, non sono rimaste sulla carta. «Il nostro braccio armato è la Capitaneria di Porto». I controlli si estendono da Porto della Madonna e Budelli fino a Cala Coticcio e vedono impegnata anche la Guardia di finanza. Quando le imbarcazioni vengono intercettate vengono controllate le autorizzazioni e il rispetto delle prescrizioni. E per chi viola ripetutamente le regole sono previste conseguenze anche sul titolo autorizzativo: in caso di recidiva si può arrivare alla sospensione fino a sette giorni, fino alla revoca definitiva. C’è poi il nodo della rada notturna, sul quale il Parco è intervenuto con un’ordinanza nel 2024, superata dalla presenza delle boe.

Verso una restrizione Una sistemazione più organica dell’intera disciplina dovrebbe arrivare con il Piano del Parco. Un passaggio atteso da tempo: secondo Giudice potrebbe approdare a un punto decisivo già a ottobre. «Il Parco esiste da 30 anni e non l’ha mai avuto, sarebbe uno strumento di pianificazione imprescindibile per la possibilità di mettere ordine e inasprire i divieti. Non c’è altra soluzione di fronte a una pressione turistica profondamente cambiata e irrispettosa dei luoghi». L’obiettivo è ottenere risultati di protezione tangibili: «Siamo assaliti dall amaleducazione anche solo quando diamo le informazioni, dobbiamo pensare solo alla tutela del territorio e di questo paradiso».

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