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L’America’s Cup e l’isola, un legame che dura da 40 anni – La storia

di Sergio Casano
L’America’s Cup e l’isola, un legame che dura da 40 anni – La storia

Oggi la Sardegna è la casa di Luna Rossa, ma tutto è iniziato con Azzurra nel 1983

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Oggi l’isola è la casa di Luna Rossa ma il legame con la grande vela è nato nel 1983, quando la prima imbarcazione italiana a partecipare all’America’s Cup mollò gli ormeggi dallo Yacht Club Costa Smeralda per stupire il mondo nelle acque di Newport, negli Usa, accendendo la passione per la vela e creando un mito, quello di Azzurra, che resiste a distanza di anni.

La storia

A fare da apripista nella regata velica più antica del mondo fu proprio l’imbarcazione “nata” in Sardegna grazie al sostegno finanziario dell'Aga Khan e di Gianni Agnelli. A bordo, due lupi di mare come lo skipper romagnolo Cino Ricci e il timoniere giuliano Mauro Pellaschier che guidarono Azzurra, a sorpresa, al terzo posto, uscendo di scena solo in semifinale. La seconda apparizione non fu molto fortunata e “Italia”, con skipper Aldo Migliaccio e timoniere Tommaso Chieffi, arrivò settima a Fremantle, in Australia. Nel 1992 un pezzo di Sardegna ritornò all’America’s Cup con il Moro di Venezia del patron Raul Gaardini, che rappresentò la Compagnia della vela. Lo scafo italiano con al timone lo statunitense Paul Kayard, affiancato alla randa dal cagliaritano Andrea Mura, dopo aver battuto nella Louis Vuitton Cup i neozelandesi sfidò in finale il defender America³, che si riportò a casa il prestigioso trofeo. Era la prima volta che una barca italiana approdò alla finale della Coppa America, La seconda volta nel 2000 ci ritentò Luna Rossa dello Yacht Club Punta Ala con lo skipper napoletano skipper Francesco de Angelis che in finale si dovette arrendere al defender Team New Zealand di Russell Coutts. Poi, per rivedere una barca italiana a disputare una finale ci vollero ben 21 anni con Luna Rossa Prada Pirelli per la regia dello skipper romagnolo Max Sirena. L'imbarcazione del challenger italiano che rappresentava il Circolo della vela della Sicilia condotta dalla coppia di timonieri formata dal palermitano Francesco Bruni e dall'australiano James Spithill nella baia di Hauraki, ad Auckland, la città più popolosa della Nuova Zelanda, vinse la Prada Cup, trofeo che nella 36esima edizione dell'America's Cup del 2021 aveva sostituito la Louis Vuitton Cup, un grande vittoria che consentì a Luna Rossa di volare in finale e sfidare New Zealand. Nella finale contro i kiwi guidati dal neozelandese Peter Burling (oggi uno dei timonieri di Luna Rossa) il challenger italiano riuscì a vincere tre match race contro il sette di New Zealand. Tre anni dopo, nel 2024, Luna Rossa Prada Pirelli, partecipò ad una nuova edizione della Coppa America, che si svolse a Barcellona, in Spagna, dove giunse ad un passo dalla finale, dopo essere stata eliminata alla Louis Vuitton Cup dagli inglesi di Ineos Britannia, che vinse per 7-4. La finale se l'aggiudicò ancora una volta Emirates Team New Zealand. Ma dopo meno di due anni di allenamenti, il team del consorzio italiano si è prontamente riscattato vincendo lo scorso maggio a Cagliari la Preliminary Regatta Sardinia, prima regata preliminare verso Napoli 2027. Un trionfo, quello di Luna Rossa, ha acceso lo spettacolo davanti ai moli del Lazzaretto di Sant'Elia, dove c'è stato un vero e proprio bagno di folla, con migliaia di appassionati a Cagliari per seguire le regate, sia a terra sia in mare. Nella finale, Luna Rossa ha sfatato un tabù che resisteva da anni, è riuscita finalmente a battere New Zealand, grazie al team composto da Peter Burling, Ruggero Tita, Umberto Molineris e Vittorio Bissaro.

La 38esima America’s Cup

In questi giorni Luna Rossa si prepara alla seconda e ultima regata preliminare in via della 38esima America's Cup, che andrà in scena l'anno prossimo nelle acque del Golfo di Napoli. Quella in programma nel 2027 nella città partenopea sarà per l'Italia la decima partecipazione alla Coppa America. Mentre è stata la seconda a volta che si svolta in Sardegna una regata preliminare dell'America's Cup. La prima fu nel 2010 alLa Maddalena con il Louis Vuitton Trophy, dove rappresentò l'Italia Mascalzone Latino di Vincenzo Onorato, che partecipò senza successo alle edizioni del 2003 e 2007 dell'America's Cup. Ora Luna Rossa punta la prua verso il Golfo di Napoli, dove dal 24 al 27 settembre prossimi è in programma la seconda regata preliminare, che si svolgerà come la prima di Cagliari con gli Ac 40. Una parte del team si è trasferito sotto il Vesuvio nella base di Bagnoli, un'altra parte è rimasta al molo Ichnusa dove sta sviluppando l'Ac 75, lo scafo ufficiale che parteciperà alla 38ma edizione dell'Americas Cup di : «Adesso ci concederemo un periodo di stop, di manutenzione alle barche, che hanno navigato quasi ogni giorno a Napoli – dice lo skipper e team director Max Sirena – dopo si tornerà a navigare a Napoli e a Cagliari con gli AC 75 nella prima settimana di settembre in preparazione all'evento della seconda preliminare».

I ricordi di Cino Ricci: «Che avventura a bordo di Azzurra»

Cino Ricci, classe 1934, skipper nella prima avventura italiana nella più antica regata del mondo, l'uomo che portò la vela nelle case degli italiani, che nelle “notti magiche” per seguire le regate in tv facevano le ore piccole. Nel 1983 guidò l'Italia con Azzurra che esordì nella Coppa America a Newport, quando la vela era molto diversa rispetto a quella di oggi: «L’agonismo e lo sport sono sempre uguali ma si è aggiunta la tecnologia – dice l'ex velista romagnolo –. Le barche, grazie ai foil volano sull'acqua, sono rivoluzionarie e riescono a sviluppare delle velocità notevoli, già in condizioni di vento debole. La Coppa America degli anni Ottanta aveva anche regole diverse e, soprattutto, barche più semplici, anche se per quei tempi competitive e veloci». Archeologia se si pensa ai monoscafi AC 75 che si sfideranno l'anno prossimo nel Golfo di Napoli durante 38esima edizione dell'America's Cup: «Nonostante la semplicità delle barche e la poca tecnologia – sottolinea Cino Ricci –, Azzurra si difese molto bene. Con al timone il triestino Mauro Pelaschier, approdammo alle semifinali della Louis Vuitton Cup, uscendo poi dalla competizione solo in semifinale. Azzurra rappresenta par me una grande soddisfazione per aver disputato per la prima volta la Coppa America. Fummo tutti felici per il risultato, non ci fu nessun rammarico, perché avevamo fatto il massimo, di più non si poteva. E dire che tutti ci davano per spacciati, nessuno credeva in noi. Poi diventammo l'equipaggio delle sorprese, tanto che alcuni mesi dopo, durante una cerimonia che si svolse al museo di Barcellona, fui premiato e nominato “Gentleman della Coppa America”, un bel riconoscimento di cui vado orgoglioso».

Ricci segue sempre le regate dell’America’s Cup, comprese quelle preliminari, che sono andate in scena lo scorso maggio a Cagliari, nel Golfo degli angeli: «La Preliminary Sardinia Cup è stata un grande spettacolo e si è disputata in uno dei campi di regata più belli del mondo, grazie alle sue condizioni climatiche, caratterizzate soprattutto dal vento di maestrale, e non solo. La regata che ha visto protagoniste le due barche di Luna Rossa ha fatto impazzire il popolo della vela della Sardegna». Ed effettivamente è stato uno spettacolo indimenticabile per le migliaia di appassionati e curiosi che per quattro giorni hanno seguito il team di Luna Rossa, che dal 2014 ha la base logistica al molo Ichnusa, il lato del porto cagliaritano che si affaccia alla Basilica di Bonaria: «Max Sirena, romagnolo come me, è bravo – aggiunge Ricci – visto che ha partecipato a sette edizioni della Coppa America. Ma è anche molto fortunato perché negli anni è riuscito a trovare di soldi, a farsi finanziare. Come accaduto con Luna Rossa Prada Pirelli, dove è riuscito ad allestire un team composto da grandi talenti della vela mondiale. Nelle regate preliminari i due team sono stati bravissimi a interpretare le gare e a gestire anche le situazioni più difficili, durante le manovre cercando di evitare che i foil si abbassassero per non far perdere potenza all'Ac 40. Davvero una grande vittoria, quella di Luna Rossa che ha volato sul mare sotto la regia di Max Sirena, un velista appassionato, innamorato della Coppa America. Sirena sogna di vincere il trofeo l'anno prossimo a Napoli, dove Luna Rossa ha tutte le carte in regola per sfidare e battere il defender New Zealand». Dopo essersi ritirato a vita privata per alcuni anni nelle campagne di San Savino di Predappio, tra i boschi e i vigneti di Sangiovese, Cino Ricci, che il 6 settembre prossimo compirà 92 anni, è tornato nella sua Romagna, sempre sul mare ma a Ravenna, dove ha finito di scrivere un libro che racconta tutta la storia della Coppa America, una "creatura" che non ha mai dimenticato e che conserva nel cuore: «Uscirà poco prima di Natale – annuncia l'ex skipper di Azzurra, commentatore tv delle regate e grande organizzatore di eventi velici come il Giro d'Italia in vela e il Giro di Sardegna a tappe – vedrete, sarà la storia della regata più bella e affascinante del mondo».

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