Pecorino romano, il Consorzio sostiene i giovani: in palio tre borse di studio – Come candidarsi
L’obiettivo è favorire il ricambio generazionale della filiera
Sassari L’obiettivo è sostenere i giovani nello studio e favorire il ricambio generazionale nella filiera. Con queste motivazioni il Consorzio per la tutela del Pecorino Romano Dop ha messo in palio tre borse di studio da 8mila euro l'anno: c'è tempo fino al 31 agosto per candidarsi. L'investimento complessivo è di 72mila euro e potrà accompagnare ciascun beneficiario per un massimo di tre anni, fino a un valore complessivo di 24mila euro.
Le borse
Sono destinate a sostenere la frequenza del corso di laurea a orientamento professionale in Tecnologie e gestione dell'impresa casearia (TeGIC), attivato dall'Università di Parma e, a oggi, unico percorso universitario in Italia specificamente dedicato a questo ambito. Il bando si rivolge a giovani fino a 27 anni, in possesso del diploma di maturità e residenti nelle aree di produzione del Pecorino Romano, quindi Sardegna, Lazio e provincia di Grosseto. La candidatura dovrà essere presentata attraverso un soggetto della filiera, tra caseifici, aziende agricole e altri operatori, che dovrà accompagnare il curriculum con una lettera di sostegno. Un'opportunità particolarmente rilevante per la Sardegna, dove viene prodotto circa il 95% del Pecorino Romano. Il Consorzio punta quindi a una partecipazione significativa dei giovani dell'isola, con l'obiettivo di creare un collegamento diretto tra alta formazione e futuro professionale all'interno della filiera.
Il consorzio
«Abbiamo scelto di investire sui giovani perché il futuro del Pecorino Romano dipende anche dalla capacità di formare competenze nuove, qualificate e pronte ad affrontare le trasformazioni del settore», spiega il presidente del Consorzio, Gianni Maoddi. «Con queste borse non vogliamo limitarci a sostenere un percorso di studi: vogliamo creare le condizioni per un ingresso qualificato nella filiera, favorendo il ritorno dei giovani nelle nostre aziende e accompagnandoli verso ruoli di crescente responsabilità». Per il direttore del Consorzio, Riccardo Pastore, «il ricambio generazionale è una delle sfide decisive per la competitività della filiera. Servono professionalità capaci di tenere insieme il patrimonio della tradizione casearia, l'innovazione tecnologica e le competenze manageriali. Il corso di Parma offre una formazione specializzata e rappresenta un'occasione concreta per costruire nuove figure professionali ».
Il percorso universitario
Non è rivolto esclusivamente alla formazione di tecnici della produzione. L'obiettivo è preparare professionisti capaci di operare anche nella gestione delle imprese, nell'innovazione dei processi produttivi, nello sviluppo commerciale e nelle scelte strategiche. Una preparazione pensata per rafforzare la competitività delle aziende e creare nuove competenze anche per i ruoli decisionali della filiera.
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