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In cima al Gran Sasso con infradito e costume da bagno: la folle scalata che sfida la montagna

di Redazione Web
In cima al Gran Sasso con infradito e costume da bagno: la folle scalata che sfida la montagna

La bravata sul Corno Grande scatena le polemiche e la strigliata del Soccorso Alpino

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Infradito, costume da bagno e nient'altro: la folle scalata sulle cime del Gran Sasso che sfida le grandi vette (e il buon senso) ha scatenato le polemiche e ha indotto il soccorso alpino a ricordare che la montagna richiede rispetto, attrezzatura adeguata e preparazione. Questo, almeno, è quello che si legge in qualsiasi manuale di escursionismo. Regole che però non sembrano valere per tutti. L'ultimo caso, che sta facendo discutere il web e le comunità di alpinisti, vede come protagonista un uomo che ha deciso di sfidare le vette alpine presentandosi all'imbocco del sentiero con un outfit decisamente più adatto a uno stabilimento balneare: costume da bagno, occhiali da sole e un paio di ciabattine infradito. La bravata è andata in scena sul Corno Grande in Abruzzo, uno dei percorsi di trekking più affascinanti d’Italia anche perché si tratta della più elevata cima del massiccio del Gran Sasso, degli Appennini.

Il Soccorso Alpino e Speleologico Abruzzo – in una nota – «invita tutti coloro che intendono affrontare questo percorso (e altri con le medesime caratteristiche) alla massima prudenza e a una valutazione attenta delle proprie capacità, delle condizioni dell’itinerario e dell’attrezzatura necessaria».

Zainetto, boxer e infradito: le polemiche sul web

La scena, immortalata dagli sguardi increduli degli altri escursionisti dotati di scarponi in gore-tex e racchette da trekking, si è consumata lungo un sentiero impervio, caratterizzato da rocce vive e pendenze da capogiro. Senza uno zaino adeguato, senza scorte adeguate di acqua e, soprattutto, con una totale assenza di grip sotto i piedi, l'uomo ha iniziato la sua ascesa sotto il sole, ignorando i richiami e le occhiate sbigottite dei passanti.

Non si tratta purtroppo di un caso isolato, ma dell'ennesimo episodio di una tendenza preoccupante che i soccorritori alpini denunciano da tempo: la banalizzazione della montagna. Pensare che un sentiero in quota sia paragonabile a una passeggiata sul lungomare – dicono gli esperti – è l'errore più comune – e pericoloso – che si possa commettere. Le ciabatte non offrono alcuna protezione alle caviglie e triplicano il rischio di scivolate, che in determinati tratti possono rivelarsi fatali.

Fortunatamente l'avventura si è conclusa senza incidenti gravi, se non con qualche escoriazione e una sonora strigliata (anche social) da parte degli esperti del settore. La montagna resta un luogo magnifico, ma per frequentarla serve la testa, oltre alle scarpe giuste. Le infradito, per questa volta, meglio lasciarle in spiaggia.

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