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La testimonianza

Da Alghero al Veneto per un centro diurno. Sara, madre e caregiver per 16 anni: «Qui mia figlia ha trovato l’inclusione vera, io rischiavo il burnout»

Da Alghero al Veneto per un centro diurno. Sara, madre e caregiver per 16 anni: «Qui mia figlia ha trovato l’inclusione vera, io rischiavo il burnout»

Duro attacco alla sanità sarda: «Ci si continua a a vantare della Legge 162 e del “sostegno ai caregiver”, ma nella quotidianità le famiglie vengono abbandonate»

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Sassari Ad Alghero per anni un centro diurno è sembrato un traguardo lontano. In Veneto è diventato normalità. A raccontare la differenza è Sara Piga, madre e caregiver, che ha affidato ai social il racconto del primo giorno della figlia Monica nella nuova struttura. «Stamattina il pulmino è arrivato alle 8,15 e fino alle 16,15 la tua giornata sarà piena di stimoli, di amici, di educatori, OSS e volontari fantastici». Otto ore che per Monica significano socialità e inclusione e per sua madre la possibilità di recuperare uno spazio di vita dopo 16 anni di assistenza continua. «È bastato trasferirsi in Veneto perché ciò che ad Alghero sembrava un’utopia diventasse quotidianità».

Piga ricorda le battaglie condotte in Sardegna insieme al comitato e riconosce l’ascolto ricevuto negli ultimi tre anni da Comune e Asl. Ma i tempi per la realizzazione di un centro diurno restano lunghi. «E per noi non c’era più tempo! Dopo la scuola, 16 anni da caregiver h24 sono stati davvero tanti per me». Una scelta maturata anche davanti al rischio di non riuscire più a reggere: «Tu sei il mio amore più grande e mai potrei vivere senza di te, ma il burnout era dietro l’angolo e abbiamo dovuto cercare una soluzione». Da qui l'affondo sul sistema sardo. «La Sardegna continui pure a vantarsi della Legge 162 e del “sostegno ai caregiver”, quando poi nella quotidianità le famiglie vengono abbandonate a se stesse, con l'incombenza di dover amministrare denaro per piccoli servizi sparpagliati. Qui in Veneto, la 162 non esiste, ma ci sono i fatti. C’è l’inclusione vera: quella che dà dignità ai nostri figli e fiato a noi genitori».

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