Famiglia nel bosco, dalle voci sulla sostituzione dell’assistente sociale alla smentita: che succede
Una nuova figura andrà ad affiancare la professionista già incaricata
Una nuova assistente sociale incontrerà domani i coniugi Catherine e Nathan, genitori della cosiddetta famiglia nel bosco, in vista del progressivo rientro dei bambini. Si tratta di una figura che andrà ad affiancare e non a sostituire l'assistente sociale già incaricata, Veruska D'Angelo.
A confermare questa mattina 8 settembre che è arrivata la convocazione è stato il legale della coppia, l'avvocato Simone Pillon. L'incontro si terrà nella giornata di domani, mercoledì 9 settembre.
Due esposti nei confronti di Veruska D’Angelo
Due le segnalazioni che hanno fatto partire il procedimento: una dei vertici dell’Ordine volta ad accertare la correttezza nell’esercizio della professione e un’altra depositata dagli ex legali dei genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. Secondo l’esposto, sul caso della famiglia che viveva in un casolare isolato, con i 3 figli minori separati dai genitori dal 20 novembre, l’assistente non sarebbe stata imparziale esprimendo giudizi sul modello educativo e non avrebbe rispettato alcuni principi deontologici relativi alla riservatezza e alla gestione della relazione professionale.
Poi è arrivata la precisazione dell'avvocato della D'Angelo, Luca Bauccio. “Abbiamo accolto con favore l’apertura di un procedimento da parte dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Abruzzo perché lo consideriamo a nostra tutela. Grazie a questo procedimento infatti abbiamo potuto provare la verità e la correttezza dei comportamenti della dottoressa D’Angelo”, ha detto il legale, aggiungendo: "Innanzitutto è falso che la dottoressa sia stata sostituita. D’Angelo è ancora applicata al caso. Il team è stato integrato con la presenza di altri psicologi e assistenti per rafforzare l’attività e non per sostituire o punire qualcuno”.
Le parole dell'avvocato di Veruska D'Angelo
In merito al procedimento disciplinare Bauccio spiega che “l’ordine dell’Abruzzo aveva già archiviato precedenti esposti. Ora alla dottoressa D’Angelo si contesta di aver tenuto un comportamento ostile nei confronti della famiglia e di aver inventato la circostanza dell’avvelenamento. Ma non c’è stata alcuna invenzione – sottolinea il legale – abbiamo provato che c’è stata una comunicazione del sindaco alla dottoressa e i bambini in ospedale sono stati trattati col protocollo anti-avvelenamento”.
"Dal legale della famiglia è stato detto che gli assistenti sociali sarebbero rimasti colpevolmente inattivi rispetto all’ordinanza del 31 luglio emessa dal tribunale per i minorenni che dava alcune prescrizioni per i bambini – continua Bauccio – Ma gli assistenti sociali hanno ricevuto la notifica soltanto il 31 agosto: è assurdo accusare un ente pubblico di essere inattivo quattro giorni dopo la notifica di un provvedimento, un fatto inaccettabile che getta discredito professionale sulla mia assistita” conclude il legale.
La decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila sui bimbi nel bosco
"La tanto attesa decisione è arrivata e ci spezza il cuore", avevano commentato in un video Catherine e Nathan la decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila che per il momento mantiene i figli lontani dalla casa disponendo un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia, con pernotti a partire dal prossimo mese di ottobre. Ciò significa che al momento i tre bambini resteranno nella struttura di Vasto, dove sono stati collocati dal novembre scorso.
Per lo psichiatra Tonino Cantelmi, perito di parte della famiglia, "con la decisione del Tribunale, la famiglia resta ancora nel tunnel disgraziato ma finalmente intravede una luce. Tuttavia il rientro a tappe dei bimbi, in questa situazione, è l’unica strada percorribile. Trovo inoltre significativa la possibilità che i bimbi possano incontrare i genitori nel luogo primario, dove hanno gustato la felicità dei giochi in armonia con la natura e con gli amatissimi animali".
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