Legge elettorale, via libera del Senato. Protesta delle opposizioni in Aula: «Una truffa» – Le novità introdotte
Sì alla riforma voluta dal centrodestra. Il provvedimento ora passa alla Camera
Roma La legge elettorale torna alla Camera, dove è calendarizzata in aula il 28 settembre e dove sarà esaminata nelle parti modificate al Senato con il voto di stamattina 15 settembre in Aula. Aula che l’ha approvata con 113 sì, 71 no e 2 astenuti. Non sono mancate le protesta delle opposizioni poco prima del voto finale. I senatori hanno mostrato dei cartelli con la scritta 'no alla legge truffa'.
Le novità
La novità più corposa è certo quella legata alle preferenze, anche perché è l'argomento che più aveva suscitato polemiche politiche già alla Camera, dove il governo era 'andato sotto'. Con le correzioni del Senato le liste non sono più bloccate, ma composte da un capolista bloccato e da un elenco di sei candidati tra i quali gli elettori potranno scegliere fino a tre preferenze. Non c'è alternanza di genere per i capilista ma tutti i candidati, compreso il capolista, rispondono a una alternanza di genere. Un sistema che, però, non offre certezze sulle quote, visto che l'elezione avviene in ordine di preferenze. Nel complesso, comunque, ogni lista non può avere uno dei due generi presente oltre il 60%.
Molte polemiche ha suscitato l'altra novità introdotta al Senato, quella sulla raccolta delle firme. È infatti sparita la norma anti cespugli votata alla Camera e adesso per l'assegnazione del premio di maggioranza vengono conteggiati anche i voti delle liste sotto soglia, anche quelle con lo zero virgola. La stessa norma ha però elevato la soglia delle firme necessarie per presentare una lista, almeno 6mila firme in ogni collegio, circa 450mila totali. Previste, però, esenzioni per i partiti che hanno un gruppo parlamentare in almeno un ramo del Parlamento dal 31 dicembre 2025 (Azione, Avs e Noi Moderati). Per chi ha invece un gruppo o una componente in almeno una delle Camere al momento della convocazione dei comizi (Più Europa e Fn), resta l'obbligo di raccogliere almeno 1.500 firme per collegio. Piccola novità anche per il voto ai fuori sede, estesa dal Senato anche ai caregiver familiari e ai genitori o familiari conviventi di un minore che sia in cura lontano dalla sua residenza.
Le proteste di M5S e Pd
Tuona la minoranza, in primis il Movimento Cinque Stelle. Questa è “una legge fatta perché la maggioranza vuole imbullonarsi alla poltrona“, ha detto il capogruppo grillino Luca Pirondini parlando al Senato durante le dichiarazioni di voto finale. “Una legge modificata con il vostro stile, facendo conti e guardando i sondaggi. Una legge con preferenze farlocche, introdotte per finta”. “Se si dice che si sono inserite le preferenze non è vero e questa è una legge truffa, fatta di menzogne”, ha aggiunto Pirondini mostrando il fac simile di una scheda elettorale prima di essere richiamato all’ordine dal presidente Ignazio La Russa.
Critiche anche dal Partito democratico. “Questa legge elettorale pone una miriade di problemi. Il principale è che nasce perché la destra ha fatto i conti con i sondaggi e ha visto che con l’attuale legge perderebbe le elezioni”, ha detto Anna Ascani, vicepresidente della Camera e deputata dem, intervenendo a ‘Coffee Break’ su La7. “E credo che sia gravissimo quello che stanno cercando di fare con le formazioni che si presentano per la prima volta perché la previsione di raccogliere un numero di firme spropositato rappresenta un vulnus, un danno alla democrazia. Come anche l’indicazione del candidato premier che o è una presa in giro agli elettori se, come dicono, non è vincolante, oppure lo è e allora è incostituzionale, perché spetta al presidente della Repubblica decidere a chi conferire l’incarico. Perché lo fanno? Perché la destra ha preso una tranvata al referendum sulla riforma della giustizia perciò hanno rinunciato a introdurre il premierato con una riforma costituzionale sapendo che avrebbero fatto il bis e provano a introdurlo surrettiziamente”.
Forza Italia
Si difende Forza Italia. “In queste settimane c’è stata una sistematica rappresentazione caricaturale di questa maggioranza, del governo e di questa riforma”, ha detto il senatore di FI Roberto Rosso. “Si può dire che questa legge non sia perfetta ma nessuno può dire che rappresenti una deriva”. “Noi vogliamo dare la possibilità a chi vince di governare davvero”, ha aggiunto. “Il problema è che in questi mesi l’opposizione ha deciso di ritirarsi da ogni confronto e coloro che oggi gridano allo scandalo sono gli stessi che hanno proposto e votato l’Italicum”, aggiunge, bollando come “strumentali” le polemiche sulle firme e sulle preferenze. “Siamo seri, tutto è legittimo, ma smettetela di parlare di ferite inferte a democrazia e nessuno parli di fascismo e regime”.
La Russa
"È un grande passo avanti..." il primo commento a caldo del presidente del Senato, Ignazio La Russa, sul via libera di Palazzo Madama alla riforma elettorale voluta dal centrodestra. "Senza parteggiare né per gli uni né per gli altri, io questa legge elettorale la vedo come la possibilità di competere per tutti. Questo penso che sia il miglior commento da parte mia", ha affermato La Russa.
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