Ranucci sfida la Rai: ricorso urgente per tornare alla conduzione di Report
I legali del giornalista chiedono al giudice di intervenire in via urgente sulla decisione
ROMA Sigfrido Ranucci ha depositato questa mattina, 15 settembre, al Tribunale del Lavoro di Roma un ricorso urgente contro la decisione della Rai di rimuoverlo dalla conduzione di Report. Il giornalista chiede la revoca del provvedimento e il reintegro nelle mansioni di autore e conduttore della trasmissione, in tempo utile per la prima puntata della nuova stagione, prevista per l’8 novembre 2026. Si tratta di un ricorso ex articolo 700 del codice di procedura civile, con cui viene chiesto al giudice di intervenire in via urgente sulla decisione adottata dalla Rai.
Le contestazioni alla decisione della Rai
Nel ricorso, di 43 pagine, i legali di Ranucci individuano nella carenza di motivazioni, nell’inconsistenza giuridica del provvedimento e nel demansionamento i principali punti della contestazione. Il collegio che assiste il giornalista è composto dai professori Franco Focareta e Franco Scarpelli e dall’avvocato Stefano Rossi, all’interno del team dello Studio Devitalaw coordinato dal professor Roberto De Vita. I legali sostengono che la rimozione dalla conduzione sia “manifestamente carente di motivazione”, anche rispetto agli obblighi di servizio pubblico e alla tutela dell’indipendenza e dell’autonomia del giornalismo d’inchiesta. Nel ricorso viene inoltre richiamata la successione temporale delle pressioni e delle sollecitazioni politiche dirette a ottenere la rimozione di Ranucci. Secondo i suoi legali, la genericità della motivazione fornita dalla Rai, insieme a questi elementi, costituirebbe un quadro indiziario tale da fondare, già nella fase cautelare, la presunzione dell’esistenza di un motivo discriminatorio.
I tre ruoli proposti dalla Rai
Una parte del ricorso riguarda anche le alternative professionali proposte dalla Rai a Ranucci. Secondo i suoi legali, i tre ruoli rappresenterebbero una “grave mortificazione professionale”. Per quanto riguarda la posizione di vicedirettore del Tg3 ad personam con delega alla redazione Speciali e Podcast, i legali sostengono che si tratti di un ruolo sostanzialmente fittizio, perché gli speciali non esisterebbero. Critiche anche alla proposta di vicedirettore ad personam di Rai News 24 con delega alla redazione
Approfondimenti e Inchieste
Secondo il collegio difensivo, in quel contesto ogni giornalista conduce la propria inchiesta e non ci sarebbe quindi un ruolo gerarchico o una responsabilità autoriale, con la conseguente perdita della posizione di conduttore stabile. Infine, il ruolo di corrispondente da Il Cairo viene ritenuto dagli avvocati del tutto diverso rispetto a quello di autore e conduttore di una trasmissione di inchiesta e approfondimento. Il trasferimento comporterebbe inoltre, secondo la difesa, rilevanti e prevedibili rischi per la sicurezza personale di Ranucci.
La richiesta al Tribunale del Lavoro
I legali sostengono quindi che sussista il fumus della violazione del principio di equivalenza professionale e del diritto di Ranucci al ripristino delle mansioni precedentemente svolte. Con il ricorso viene chiesto al giudice di accertare, nei limiti della cognizione cautelare, l’illegittimità della decisione impugnata e di sospenderne gli effetti. La richiesta è di ordinare alla Rai di riassegnare immediatamente Ranucci alle precedenti mansioni di autore e conduttore di Report, in tempo utile per la prima puntata della nuova stagione, fissata per l’8 novembre 2026. Viene inoltre chiesto di dichiarare in via provvisoria la nullità e comunque l’illegittimità del provvedimento della Rai del 28 agosto 2026.
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