La Nuova Sardegna

L’evento

Silvio e la Certosa, la festa d’addio: in Sardegna i figli, gli amici e Marta

di Paolo Ardovino
Silvio e la Certosa, la festa d’addio: in Sardegna i figli, gli amici e Marta

La cerimonia per i 90 anni di Berlusconi, poi la Villa passerà ad Al Thani

3 MINUTI DI LETTURA





Sassari La prima a comparire sulla scaletta dell’aereo è Marta Fascina. Vestito grigio, occhiali scuri, la prima a scendere da uno dei due jet atterrati sulla pista dell’aeroporto di Olbia per l’appuntamento speciale. Il grande pranzo di famiglia per i 90 anni di Silvio Berlusconi. E allo stesso tempo, l’ultimo evento tra le stanze di Villa Certosa prima che diventi la tenuta a disposizione dello sceicco Al Thani. Gli aerei privati sono arrivati all’Aviazione generale dell’aeroporto Costa Smeralda-Karim Aga Khan a mezzogiorno di ieri 29 settembre.

Da Linate, Paolo Berlusconi ha viaggiato insieme ai collaboratori più stretti del leader di Forza Italia scomparso a giugno 2023. Da Adriano Galliani a Fedele Confalonieri, Gianni Letta e Marcello Dell’Utri. Con un altro jet, arrivato da Ciampino, l’ultima compagna di vita del Cavaliere, Marta Fascina appunto, insieme a manager delle imprese di famiglia, collaboratori e altri parenti. Superate le porte scorrevoli dello scalo privato di Olbia, gli invitati sono saliti a bordo di van e partiti alla volta di Porto Rotondo. Nel giro di pochi minuti scompaiono tutti dietro i vetri oscurati. «Buongiorno», dice giusto Marcello Dell’Utri mentre passa tra le hostess e il personale a terra all’uscita dell’aeroporto. «Grazie, no, scusate», accenna a bassa voce Adriano Galliani quando gli viene chiesto un ricordo. È un pranzo da tutti insieme appassionatamente, ma le facce sono serie, nel giorno in cui Silvio Berlusconi avrebbe compiuto novant’anni.

L’unica a sorridere è proprio Fascina, quando saluta uno degli autisti che le va incontro e le stringe la mano, prima di partire per Villa Certosa. Nessuna traccia dei figli del Cavaliere. Luigi da settimane aveva lanciato l’idea, gli altri, Piersilvio, Barbara, Marina ed Eleonora, hanno raccolto l’invito e l’hanno esteso a un ritrovo con tutti gli amici storici e le persone-chiave dell’impero di B.

Gli eredi sono arrivati a Villa Certosa in anticipo, forse già nel week-end, e sono sfuggiti a sguardi indiscreti. Lungo il viale d’ingresso della dimora alcuni agenti di vigilanza privata hanno atteso tutti gli invitati, ma ogni passaggio in auto è stato fulmineo. Una volta chiuso il cancello principale è impossibile sapere cosa succede all’interno della tenuta con parco a Punta Lada, affacciata sul golfo di Marinella. Si sa solo che oltre a vari brindisi lungo la tavolata, a Berlusconi è stato dedicato anche un momento di ricordo, nella cappella di Villa Certosa, con una messa. Tra gli invitati non c’era il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Era a Bruxelles, per un omaggio istituzionale a Silvio Berlusconi, ma anche all’ex presidente del Parlamento europeo David Sassoli, scomparso nel 2022. Il segretario sardo, Pietro Pittalis, ha lasciato l’invito sulla scrivania perché impegnato a Roma in parlamento in Commissione Antimafia.

Dovrebbero aver partecipato, ma i diretti interessati non confermano, il sindaco di Olbia, Settimo Nizzi, legato politicamente ma anche a livello affettivo a Berlusconi, e il sindaco di Arzachena, Roberto Ragnedda. Nella festa ufficiale a Napoli, con maxi-torta e sagome a grandezza naturale dell’ex premier, c’erano il sottosegretario Alberto Barachini, Maurizio Gasparri e altri fedelissimi di Fi. Il dolce è arrivato anche in Sardegna alla fine di una giornata nel luogo-simbolo delle estati in bandana del Cav, ma all’insegna della sobrietà. Gli eredi hanno salutato la residenza di famiglia, Villa Certosa, venduta per 350 milioni di euro allo sceicco Al Thani, che deciderà se farne la sua reggia dorata o un resort da mille e una notte come quelli che il fondo sovrano del Qatar controlla già in Costa Smeralda. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Sanità allo sbando

Sassari, ospedali vicini al collasso: «Barelle al posto dei letti». I medici chiedono scusa ai pazienti – Cosa succede

di Giovanni Bua
Le nostre iniziative