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Longevità

Bolotana entra nella Blue Zone: è la capitale dei centenari

di Alessandro Mele
Bolotana entra nella Blue Zone: è la capitale dei centenari

Lo studio coordinato da Gianni Pes finisce su National geographic: «Al secondo posto al mondo per aspettativa di vita femminile»

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Inviato a Bolotana Se l’elisir di lunga vita risieda o meno nel cuore incontaminato del Marghine e tra i boschi di Badde Salighes lo dirà il monitoraggio dei dati futuri. Quel che è certo è che da ieri 6 ottobre Bolotana è entrata a pieno diritto nel circuito interazionale della Blue zone. È l’esito dello studio demografico cominciato nel 2024 sotto il coordinamento di Gianni Pes, medico, ricercatore e docente di Scienze tecniche dietetiche applicate dell’università di Sassari e pubblicato, come annunciato dal National geographic, sulla rivista Frontiers in aging.

Il gruppo di ricerca internazionale guidato da Pes e formato dal paleografo e archivista Vittorio Romerio, dallo studioso Salvatore Pedde, dal noto scienziato statunitense ed esperto di gerontologia, biodemografia dell'invecchiamento e longevità umana, Jay Olshansky e dal divulgatore scientifico Dan Buettner, ha raccolto dei dati entusiasmanti che collocano Bolotana ai primi posti nel mondo per longevità, soprattutto quella femminile.

«Tra coloro che hanno raggiunto i 70 anni – ha spiegato il docente dell’università di Sassari e padre della Blue zone, Gianni Pes –, la probabilità di arrivare a 100 anni è risultata pari al 4.92 percento negli uomini e al 13.83 nelle donne. Una donna 70enne di Bolotana presenta una probabilità di raggiungere il secolo di vita oltre tre volte superiore al quella di una donna statunitense. Un dato incredibile che colloca Bolotana al secondo posto nel mondo per aspettativa di vita solo dopo Hong Kong».

Ma per restare nei confini locali, anche i parametri col territorio provinciale di Nuoro e con l’intera isola sono da primato assoluto. «Al 31 luglio 2025 Bolotana contava 10 centenari viventi (sei dei quali lo sono ancora oggi, ndr) su 2.262 abitanti – rivela ancora Pes – con una prevalenza di 442 individui di età pari o superiore ai 100 anni ogni 100mila abitanti. Questo dato è di circa 10 volte superiore alla media regionale sarda (42.9), quasi sette volte superiore alla media della provincia di Nuoro (65.4) e 11 volte superiore alla media nazionale italiana (40)».

Altre novità interessanti emergono dal metodo utilizzato dal gruppo di ricerca. L’analisi dei dati raccolti nei registri comunali dal 1856 al 2025 confrontati con quelli racchiusi nei quinque libri custoditi dalla parrocchia della paese, infatti, fanno di Bolotana «il paese più e meglio validato al mondo».

«Si tratta di un esempio unico in Sardegna – hanno spiegato Vittorio Romerio e Salvatore Pedde –, soprattutto per quanto riguarda la possibilità di mettere a confronto registri in ottimo stato di conservazione. Questo ci ha permesso di validare i dati attraverso l’utilizzo di fonti separate e grazie alla cosiddetta “doppia verifica”. Nei registri è conservata la storia dell’intera comunità, una storia che dimostra come la longevità a Bolotana non sia un fatto occasionale, ma una continuità radicata nei vari secoli. Per tornare ai numeri – proseguono – il dato più significativo riguarda il periodo compreso tra il 1900 e il 1925. Tra i nati dell’epoca in 38 hanno raggiunto i 100 anni di età determinando un indice di longevità estrema. Nel solo 1924 sono nove i nati che hanno raggiunto o superato il secolo di vita su 147 residenti coetanei».

Lo studio coordinato da Gianni Pes colloca Bolotana tra le comunità più longeve al mondo, anche oltre i dati raccolti storicamente nella Blue zone dell’alta Ogliastra. Questo successo non può che essere motivo d’orgoglio anche per l’amministrazione comunale. «Attraverso i dati abbiamo capito di essere davanti a un qualcosa di straordinario – ha commentato il sindaco Francesco Manconi –. Il percorso è stato travagliato ma il risultato ottenuto ci porta dentro la cultura scientifica internazionale lasciandoci il dovere di proseguire nel cammino di ricerca anche attraverso l’istituzione di una fondazione dedicata. Abbiamo stupito gli americani e in nome di questo continueremo a coltivare i dati anche in futuro».

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