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Pensioni, a novembre aumenti e 10 mesi di arretrati per quasi 200mila pensionati: chi li riceve e perché

Pensioni, a novembre aumenti e 10 mesi di arretrati per quasi 200mila pensionati: chi li riceve e perché

La rivalutazione Enpam decorre da gennaio 2026 e sarà pagata insieme agli arretrati maturati fino a ottobre

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Roma Con la pensione di novembre arriveranno gli aumenti per i pensionati Enpam e, insieme alla nuova rata rivalutata, saranno corrisposti anche gli arretrati maturati nei primi dieci mesi del 2026. L’adeguamento era stato approvato dal consiglio di amministrazione della Fondazione Enpam il 29 gennaio, ma ha potuto diventare operativo soltanto dopo il via libera dei ministeri vigilanti, arrivato a settembre. La rivalutazione ha comunque effetto retroattivo dal 1° gennaio 2026. La misura interessa i pensionati delle principali gestioni previdenziali dell’Enpam, l’ente di previdenza obbligatoria di medici e odontoiatri. Alla fine del 2025 la Fondazione contava complessivamente 184.021 pensionati, considerando sia i titolari diretti delle prestazioni sia i superstiti.

Chi riceverà l’aumento

La rivalutazione riguarda le pensioni del Fondo di previdenza generale e quelle del Fondo della medicina convenzionata e accreditata. Nel Fondo generale rientrano la Quota A, cioè la componente previdenziale di base alla quale sono iscritti tutti i medici e gli odontoiatri, e la Quota B, legata invece ai redditi derivanti dall’attività libero-professionale.

Il Fondo della medicina convenzionata e accreditata comprende invece diverse categorie che hanno svolto attività per il Servizio sanitario nazionale: medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, professionisti della continuità assistenziale e dell’emergenza territoriale, specialisti ambulatoriali, specialisti esterni che hanno lavorato nelle strutture accreditate e altre categorie di medici convenzionati.

I dati di bilancio mostrano le dimensioni delle singole gestioni. Alla fine del 2025 risultavano 184.021 pensionati nella Quota A, 93.130 nella Quota B, 58.735 nella gestione della medicina generale, 24.288 nella specialistica ambulatoriale e 4.960 nella specialistica esterna. 

I numeri non possono però essere sommati per stabilire quante persone riceveranno l’aumento: uno stesso pensionato può infatti percepire prestazioni provenienti da più gestioni.

Di quanto aumentano le pensioni Enpam

Per il 2026 l’indice Istat preso come riferimento per la rivalutazione è dell’1,4%. Il regolamento Enpam non prevede però l’applicazione integrale dell’inflazione a tutto l’assegno. Sulla pensione fino a quattro volte il trattamento minimo Inps viene riconosciuto il 75% dell’indice di inflazione. Per il 2026 la soglia è fissata a 31.816,20 euro annui. Su questa parte dell’assegno la rivalutazione è quindi pari all’1,05%. Sulla quota di pensione che supera 31.816,20 euro viene invece riconosciuto il 50% dell’inflazione, con un aumento dello 0,70%. Il calcolo viene dunque effettuato per fasce: chi supera la soglia non riceve lo 0,70% sull’intera pensione, ma soltanto sulla parte eccedente i 31.816,20 euro.

A novembre anche gli arretrati da gennaio a ottobre

Poiché la rivalutazione scatta formalmente dal 1° gennaio ma viene applicata soltanto con il pagamento di novembre, insieme all’assegno aggiornato saranno recuperate anche le differenze relative ai mesi precedenti.

Gli arretrati comprendono quindi dieci mensilità: da gennaio a ottobre 2026. La cifra varia in base all’importo della pensione e alla sua composizione, in particolare quando una parte dell’assegno supera la soglia sulla quale viene applicata l’aliquota dello 0,70%.

Alcuni esempi di calcolo

Per avere un’idea dell’ordine di grandezza si possono considerare alcuni esempi puramente matematici, che non rappresentano l’importo medio delle pensioni Enpam. Con una pensione lorda annua di 20.000 euro, interamente rivalutata dell’1,05%, l’incremento sarebbe di 210 euro lordi all’anno. Considerando tredici mensilità, si tratta di circa 16,15 euro lordi in più per ogni rata. Per i primi dieci mesi del 2026 gli arretrati sarebbero quindi nell’ordine di 161 euro lordi.

Con una pensione di 30.000 euro lordi annui, l’aumento sarebbe invece di 315 euro all’anno, pari a circa 24,23 euro lordi per rata su tredici mensilità. Gli arretrati dei primi dieci mesi ammonterebbero a circa 242 euro lordi. Il calcolo cambia per le pensioni superiori alla soglia di 31.816,20 euro. Con un assegno di 40.000 euro lordi annui, per esempio, i primi 31.816,20 euro vengono rivalutati dell’1,05%, mentre sugli 8.183,80 euro restanti si applica lo 0,70%. L’incremento complessivo risulta così di circa 391 euro lordi all’anno, prima delle imposte. Si tratta soltanto di simulazioni: l’importo effettivo dipende dalla storia contributiva di ciascun pensionato, dalle gestioni alle quali ha versato, dagli anni di contribuzione e dall’eventuale presenza di più quote pensionistiche.

Non è necessario presentare domanda

Per ottenere l’aumento e gli arretrati non bisogna inviare alcuna richiesta all’Enpam. L’adeguamento sarà effettuato automaticamente e potrà essere verificato nel cedolino della pensione di novembre. Sia la rivalutazione sia gli arretrati sono soggetti alla normale tassazione. La somma effettivamente accreditata sarà quindi inferiore agli importi lordi ottenuti applicando le percentuali dell’1,05% e dello 0,70%.

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