Glaucoma, l’incidenza maggiore in Sardegna: ecco le cause
La diffusione legata almeno a due: l’isolamento genetico e la longevità
La Sardegna è una delle regioni italiane con la più alta incidenza di casi di glaucoma. Questo fenomeno è ampiamente studiato dalla comunità medico-scientifica e oculistica, che riconosce alla base di questa maggiore frequenza diversi fattori chiave, principalmente legati alla specificità della popolazione isolana.
Uno degli aspetti da considerare è l’isolamento genetico e pool genico ristretto: la storia demografica e geografica della Sardegna ha favorito la conservazione di specifiche varianti genetiche. Il glaucoma ha una forte componente ereditaria: la concentrazione di determinati tratti genetici fa sì che la familiarità per questa patologia sia particolarmente elevata. Inoltre, alcune mutazioni genetiche legate a malattie croniche o oculari si sono radicate più facilmente e si trasmettono con maggiore frequenza da una generazione all'altra rispetto alle popolazioni della penisola. C’è poi l’aspetto della longevità: la Sardegna è nota per essere una delle zone al mondo con la più alta concentrazione di centenari, una "Blue Zone". Poiché il rischio di sviluppare il glaucoma aumenta progressivamente con l'età — in particolare superati i 60 anni — una popolazione mediamente più longeva presenta inevitabilmente un numero assoluto e una percentuale di casi più elevati. Essendo il glaucoma una patologia subdola, spesso definita il "ladro silenzioso della vista" perché si manifesta quando il danno al nervo ottico è già avanzato, la forte incidenza in Sardegna rende particolarmente cruciale la prevenzione attraverso visite oculistiche periodiche e il controllo della pressione intraoculare, soprattutto in presenza di casi in famiglia.
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