Depuratori, condotte e dighe, lavori fermi. Albieri: «Tutta colpa di Enel»
Il presidente di Egas: «Aspettiamo da tre anni che arrivi la corrente elettrica»
Cagliari Opere strategiche per il sistema idrico della Sardegna, finanziate con decine di milioni di euro di risorse pubbliche, pronte per l'esercizio, rischiano di restare ferme perché mancano gli allacci e gli interventi sulla rete elettrica necessari a farle funzionare. A lanciare l'allarme è l'Ente di governo dell'ambito della Sardegna (Egas), che ieri mattina, nella sua sede di Cagliari, ha puntato il dito contro E-Distribuzione, la società del gruppo Enel che gestisce la rete.
In conferenza stampa sono intervenuti il presidente Fabio Albieri e il direttore generale Andrea Cappelli. «Siamo arrivati a una situazione paradossale», ha detto Albieri. «Realizziamo opere pubbliche strategiche, investiamo milioni di euro, rispettiamo procedure, appalti e cronoprogrammi e, nel momento in cui queste infrastrutture devono finalmente entrare al servizio delle comunità, rischiamo di doverci fermare perché manca l'energia elettrica». Sono dieci i punti di consegna dell’energia che Enel Distribuzione deve realizzare. Riguardano i nuovi impianti.
Per Tempio Pausania e l’Alta Gallura, l’intervento con fondi regionali, abbanoa e Pnrr, prevede il sistema di alimentazione idropotabile legato alla diga di Monti di Deu e all'invaso sul Rio Pagghiolu. L'investimento complessivo è di circa 18,3 milioni. L’opera garantisce più sicurezza nell'approvvigionamento di Tempio Pausania, Aggius, Bortigiadas, Calangianus, Luras ed Erula, con circa sette chilometri di nuove condotte adduttrici dall'invaso fino al potabilizzatore di Pischinaccia, una nuova stazione di sollevamento alla base della diga e il potenziamento dell'impianto. Ma le richieste per le due cabine elettriche necessarie, quella del sollevamento e quella del potabilizzatore, risalgono al 16 e al 22 novembre 2023.
«Il caso dell'Alta Gallura è emblematico», ha sottolineato Albieri. «Si tratta di un’opera attesa e indispensabile. Non è accettabile che, dopo aver reperito i finanziamenti e realizzato infrastrutture di questa portata, il sistema non possa essere pienamente attivo perché manca un passaggio legato alla fornitura elettrica». Venerdì ci sarà la consegna dell’impianto al gestore Abbanoa. Ma senza energia elettrica. «Inaudita , anche da un punto di vista ambientale, la situazione a Castelsardo e Lu Bagnu, dove l'adeguamento dello schema fognario-depurativo vale 24,5 milioni, la metà dal Pnrr». Oggi, spiegano i vertici di Egas, i reflui urbani finiscono in mare attraverso condotte obsolete e senza un trattamento. L'intervento comprende un nuovo depuratore a monte di Lu Bagnu, le stazioni di sollevamento di Castelsardo Est e Ovest e di Lu Bagnu e le condotte per convogliare i reflui.
Le richieste per le forniture e gli adeguamenti elettrici risalgono ad aprile e maggio 2025, con accettazioni tra giugno e luglio». Il terzo caso è il litorale di Quartu, dove è stato riordinato il sistema fognario della fascia costiera. L'opera prevede cinque chilometri di collettore principale, collaudo il 26 maggio 2020. Per due nuovi punti di fornitura destinati ai sollevamenti di viale Leonardo da Vinci, le richieste sono state presentate a luglio 2026. «Anche qui siamo davanti a infrastrutture che devono essere messe nelle condizioni di funzionare», ha detto Albieri. «L'alimentazione elettrica non può essere considerata un dettaglio: è parte essenziale dell'opera e deve essere programmata con tempi compatibili con quelli dell'investimento». Tra le conseguenze più paradossali, Albieri e Cappelli hanno citato la possibilità di dover avviare alcuni impianti con gruppi elettrogeni a gasolio. «Pensare di realizzare infrastrutture moderne e strategiche e poi essere costretti ad avviarle con generatori a gasolio è un controsenso», ha dichiarato Albieri. «Significherebbe sostenere costi elevati: 3000 euro al giorno, con danni ambientali evidenti e l’incertezza su chi dovrebbe farsi carico di queste somme. «A E-Distribuzione – conclude Albieri – chiediamo interlocutori certi, risposte formali e cronoprogrammi attendibili». Sullo sfondo il coinvolgimento dei Prefetti, per evidenti ragioni ambientali. A latere della conferenza stampa da Albieri una considerazione sul suo mandato in Egas. «Scade nel 2028». Come dire, non mi dimetterò prima. Una posizione che avrà evidenti ricadute nel rapporto tra la presidente Todde e il Pd
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