Vacanze prenotate dall’intelligenza artificiale, Booking prepara la sfida degli assistenti digitali
Dalla ricerca dell’hotel al pagamento, gli agenti AI potrebbero gestire l’intero acquisto. Il ceo Fogel: la tecnologia è ancora da perfezionare
Affidare a un assistente digitale la ricerca di una vacanza, il confronto delle offerte e infine la prenotazione, fino al pagamento. È lo scenario sul quale si prepara a competere Booking: un mercato in cui le piattaforme dovranno essere scelte anche dai software incaricati di organizzare i viaggi.
I primi tentativi sono già in corso, ma il funzionamento presenta ancora ostacoli. Gli agenti basati sull’intelligenza artificiale cominciano a effettuare prenotazioni, senza offrire ancora un’esperienza fluida. Il passaggio decisivo sarà consentire di completare l’acquisto all’interno dello stesso sistema usato per cercare informazioni.
A delineare questa prospettiva è Glenn Fogel, amministratore delegato di Booking Holdings, in un’intervista a Biagio Simonetta sul Sole 24 Ore. Il gruppo, che comprende anche Priceline, Agoda, Kayak e OpenTable, sviluppa un proprio assistente, ma deve considerare che molti utenti potrebbero iniziare la ricerca da ChatGPT o da altri servizi esterni. Diventa quindi essenziale far comunicare questi strumenti con quelli della piattaforma e convincerli del valore delle sue offerte.
Si modifica così anche il rapporto con i grandi gruppi tecnologici, contemporaneamente partner e concorrenti. Secondo Fogel, Booking dovrà dimostrare di essere un intermediario utile anche quando a indirizzare il cliente sarà un’intelligenza artificiale.
La trasformazione riguarda l’intero percorso della scelta. Alle suggestioni di riviste, film e racconti degli amici si è aggiunta prima la ricerca distribuita fra numerosi siti; ora prende spazio una conversazione nella quale il viaggiatore descrive ciò che desidera e riceve risposte personalizzate. Fogel vede opportunità nei nuovi servizi e nell’assistenza, pur evitando previsioni precise a cinque anni.
Sul mercato turistico resta però un limite concreto: se il costo dei viaggi aumenta più degli stipendi, le persone possono permettersi meno partenze. Booking registra attualmente tra gli europei più spostamenti nazionali e all’interno del continente e meno viaggi verso l’Asia, anche per le difficoltà negli aeroporti di transito colpiti dal conflitto in Medio Oriente. Per Fogel si tratta di una fase passeggera: nel lungo periodo rimane fiducioso nella crescita della domanda mondiale.
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