Asinara minacciata dall’eolico off shore

La società valdostana Seva ci riprova e chiede la concessione per un impianto in mare con 28 aerogeneratori

PORTO TORRES. Prosegue l’assedio all’Asinara. Dopo il ministro della Giustizia Paola Severino che vorrebbe riaprire il carcere, è la volta di un impianto eolico off-shore che una sociatà valdostana vorrebbe far sorgere fra Porto Torres e l’Asinara. Si tratta della S.E.V.A. srl con sede e Gresson che il 30 aprile scorso ha presentato in capitaneria di porto la domanda di concessione demaniale per la realizzazione di un parco eolico costituito da 28 aerogeneratori dalla potenza nominale di 3,6 megawatt ciascuno per un produzione annuale di 250 mila megawatt. Le torri sono alte 90 metri e lo spazio impegnato dal parco eolico è di quasi tre milioni di metri quadrati. La richiesta di concessione della Seva srl è già stata affissa alla bacheca della capitaneria di porto che ha fissato il termine per la presentazione di eventuali osservazioni e opposizioni , termine che va dal 1° al 30 giugno 2012.

Con la documentazione depositata in capitaneria di porto, la Seva ritorna all’assalto di quello specchio di mare compreso fra Porto Torres, l’Asinara e Stintino. Già lo scorso anno la stessa richiesta era stata bocciata dal presidente della giunta regionale Ugo Cappellacci che si era appellato a una delibera della giunta regionale del marzo del 2010 che - in pratica - vietava l’installazione di nuovi parchi eolici in tutta la Sardegna. Una delibera alla quale si era opposta la Seva srl che aveva presentato un ricorso al Tar della Sardegna, ricorso che era stato accolto. Ma in seguito alla levata di scudi che aveva accolto la proposta della società vaoldostana, sembra che l’amministratore unico Stefano De Benedetti avesse deciso di far marcia indietro. Invece il 30 aprile scorso la Seva srl ha depositato la richiesta di concessione demaniale, richiesta che la capitaneria ha reso pubblica (passaggio obbligatorio per legge) così da consentire eventuali opposizioni. Un progetto che in passato è stato bocciato da tutte le forze politiche e dalle istituzioni locali con le quali, peraltro, la società valdostana (che si sappia)non avrebbe avviato alcuna trattativa.

Finora i progetti per i parchi eolici off shore presentati anche da altre società sono stati bloccati: infatti erano stati proposti nel Golfo di Cagliari (300 torri), nel golfo di Palmas (30 torri davanti alla costa sulcitana) e davanti al parco regionale del Sinis-Is Arenas (80 torri).

Quello davanti all’Asinara avrebbe un effetto devastante, un impianto che sorgerebbe a ridosso di un Parco Nazionale e di fronte a diverse aree “Sic” cioè di interesse comunitario e per le quali sono in vigore particolari norme di tutela. La Seva giustifica la realizzazione dell’impianto con il fatto che la produzione annua di energia elettrica andrebbe a soddisfare il fabbisogno di centomila famiglie. Fabbisogno peraltro abbondantemente assicurato dalle termo centrale di Fiume Santo.

Ma quello delle energie rinnovabili è un mercato assolutamente appetibile, vuoi per gli incentivi vuoi per i certificati verdi che sono diventati merce preziosa. In barba, qualche volta, alla tutela paesaggistica di zone di particolare pregio quale il Golfo dell’Asinara.

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