Violenze ai disabili, Dore si difende: «Mai botte ai pazienti»

Interrogatorio fiume per il neurologo di Ittiri: «La mia terapia funziona». La D’Onofrio: «Nessuno mi ha plagiata»

SASSARI. Interrogatorio fiume, ieri mattina, nel carcere di San Sebastiano per Giuseppe Dore. Il medico neurologo di Ittiri, accusato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa e ai maltrattamenti in danno di disabili mentali, sequestro di persona e lesioni personali, ha risposto alle domande del pubblico ministero Michele Incani e del giudice delle indagini preliminari Carla Altieri. Dore ha parlato per oltre quattro ore e ha difeso strenuamente il suo metodo per la cura dell’Alzheimer. «La mia terapia è l’esatto contrario della violenza, altrimenti non può funzionare», ha detto. Il medico ha preso le distanze dagli episodi di violenza documentati dagli investigatori e ha confermato che, in alcuni casi di pazienti che si spostavano in continuazione, si è limitato a chiedere «che certi comportamenti non venissero reiterati» e ha consigliato di «contenerli». Nel suo intervento ha anche dato atto del fatto che la sua terapia avrebbe prodotto «miglioramenti evidenti nella totalità dei casi». Il dottor Dore ha anche riferito di avere fatturato le prestazioni rese e di avere ricevuto una donazione dalla figlia di una paziente. E sul suo ex socio e amico di infanzia Davide Casu, l’agente di commercio che - dopo essersi autoaccusato di fatti gravi - con la sua denuncia ha fatto scattare la clamorosa inchiesta, ha detto: «È animato da spirito di vendetta perchè l’avevo allontanato dall’associazione». I suoi difensori, gli avvocati Marco Enrico e Pietro Piras, si sono riservati di presentare una memoria scritta domani mattina con le eventuali richieste.

Anche Salvatore Fadda, presidente dell’Aion, (difeso sempre da Marco Enrico e Pietro Piras), è stato sentito ieri mattina e ha respinto ogni addebito. Si è detto assolutamente estraneo agli episodi di violenza, che rappresentano la parte più terribile dell’inchiesta che per mesi ha impegnato i carabinieri del comando provinciale di Sassari.

Interesse e attesa anche per l’interrogatorio di garanzia di Marinella D’Onofrio (difesa dagli avvocati Marco Manca e Elias Vacca): la neurologa, che vanta una lunga esperienza professionale, ha prodotto una memoria difensiva che - tra l’altro - pochi giorni prima dell’arresto aveva consegnato anche all’Ordine dei medici di Sassari. Ha reso dichiarazioni spontanee e ha ripercorso la vicenda fin dal principio. Categorica sulle violenze: «Sono un medico – ha detto – non posso avallare situazioni del genere. Se ci sono state, io non ne so niente». Sugli episodi specifici contestati, la dottoressa D’Onofrio ha raccontato di essersi recata al Pronto soccorso perchè le persone ricoverate erano dei suoi pazienti e voleva rendersi conto delle condizioni. Per i carabinieri e la Procura, invece, si sarebbe precipitata per coprire gli episodi di violenza e fare in modo che non venissero collegate le lesioni dei pazienti alle violenze.

Infine, la neurologa ha tenuto a liberarsi del ruolo che, in qualche modo, emerge dall’inchiesta e che la indica come succube di Giuseppe Dore: «Sono una professionista preparata – ha detto – e perfettamente in grado di valutare se una cosa va bene oppure no».

Davanti al pm Incani e al gip Altieri è arrivata anche Maria Giuseppa Irde, vicepresidente dell’associazione che fa capo a Giuseppe Dore. La donna, difesa dall’avvocato Luigi Esposito, ha reso una articolata dichiarazione spontanea, ha prodotto la documentazione medica relativa alle condizioni della madre (paziente di Dore) che oggi - a conclusione della terapia - «è guarita».

Anche la Irde, che nel blog compare con il nick di «Verde mare», con il quale avrebbe provveduto a propagandare i miracolosi risultati ottenuti dalla terapia-Dore (secondo gli inquirenti diffondendo notizie false) ha preso decisamente le distanze dalle violenze. «Non mi sono mai occupata degli aspetti relativi alla terapia – ha affermato – e mia madre non ha mai subito alcuna violenza». L’avvocato Esposito ha chiesto una diversa valutazione del caso e avanzato la richiesta per la scarcerazione della sua assistita.

L’interrogatorio di Ornella Bombardieri, familiare di un paziente, detenuta a Rebibbia, è stato disposto per delega. Mentre il consigliere regionale del Pdl Antonello Peru, per il quale è stata disposta la detenzione domiciliare, è previsto per martedì mattina. L’esponente politico, difeso da Marco Enrico e Luigi Esposito, deve rispondere di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. A lui non sono stati contestati gli altri gravi reati che sarebbero stati commessi ai danni dei pazienti affetti da disabilità mentale.

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