Fronte del no compatto contro il termodinamico

Affollato seminario organizzato dall’amministrazione comunale a Cossoine La Regione: 24 enti dovranno pronunciarsi prima del Via al piano Energo Green

COSSOINE. Il seminario organizzato dal Comune sul progetto della centrale termodinamica a “Su Padru” ha messo un altro tassello per la comprensione di un progetto che, comunque lo si giri, sarebbe destinato a modificare per sempre l’assetto del territorio.

Dopo l’introduzione del sindaco, che ha ribadito le modifiche che la Energo Green intenderebbe apportare al progetto, Marco Camerada, esperto di sistemi termodinamici a concentrazione, ha illustrato la tecnologia su cui si basa l’impianto. Molti aspetti noti, già affrontati nei tanti incontri organizzati dal Comitato del “No”, e qualche interessante novità. Gli occupati, che sarebbero una ventina e non i 60 annunciati dalla Energo Green (ma in realtà, secondo altre fonti, le assunzioni sarebbero una decina). La perdita del 7-8 per cento di efficienza con il “sistema a secco”; i problemi per lo spostamento dei sali creati dal campo solare irregolare.

Simona Murroni, dirigente del settore Energia dell’assessorato regionale all’Industria, ha illustrato l’iter che potrebbe alla fine arrivare sul suo tavolo per il rilascio dell’autorizzazione unica. La dirigente regionale ha ricordato che la Sardegna è tenuta a produrre il 17,8 per cento di energie rinnovabili, che l’assessorato all’Industria può rilasciare la propria autorizzazione solo previa positiva conclusione della “Via” (Valutazione di impatto ambientale), e consultazione di altri 24 enti a vario titolo interessati al problema. Murroni ha sottolineato ancora che, per quanto riguarda il fotovoltaico, ormai vengono incentivati solamente gli impianti sui tetti, e che secondo le direttive regionali gli impianti che superano un ettaro non si possono fare in zone agricole se non previa variante dello strumento urbanistico.

Carlo Usai, consulente di politiche energetiche ed ambientali, dopo aver sottolineato il “caso più unico che raro” della grande mobilitazione di Cossoine, ha detto che, a fronte della sottoposizione a “Via”, tre ditte su quattro rinunciano e che i tempi medi di una “Via” variano da 18 a 48 mesi. Ma Usai si è soffermato, soprattutto, sulle cosiddette “compensazioni”, che possono andare dallo zero al 3 per cento, e quindi, da zero a 15 milioni, o addirittura a 27 nell’ipotesi più ottimistica. Dati mirabolanti che non sembrano aver convinto l’assemblea, che in tutti i numerosi interventi ha continuato a dichiarasi contraria al progetto. Sono ancora intervenuti: Antonello Spanu, coordinatore del “Comitato per il no al termodinamico”, Leopoldo Ortu, Mario Spanu, Speranza Carboni, Giovanni Battista Campus, Terenzio Saba, Maria Antonietta Uras.

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