Operai sul tetto del duomo per chiedere lavoro e garanzie

SASSARI. Sul tetto del duomo di Sassari per lanciare una richiesta d'aiuto nel giorno della festa del lavoro. È stato un primo maggio di lotta per gli ex lavoratori della Italcementi di Muros, messi...

SASSARI. Sul tetto del duomo di Sassari per lanciare una richiesta d'aiuto nel giorno della festa del lavoro. È stato un primo maggio di lotta per gli ex lavoratori della Italcementi di Muros, messi in mobilità dall'azienda dal primo aprile scorso dopo mesi di lotta e di promesse da parte della politica. Due ex operai dell'ex cementificio alle porte di Sassari, Salvatore Muscas e Andrea Canu la mattina del primo maggio, alle 9, sono saliti sul tetto del duomo di Sassari, che già a settembre scorso aveva ospitato la loro protesta per una settimana, per gridare lanciare un appello. «Oggi è la festa del lavoro - hanno detto i due operai -, ma non c'è proprio niente da festeggiare. Oggi è il 2 novembre del lavoro».

Dopo la chiusura dello stabilimento di Scala di Giocca, 16 operai sono rimasti senza lavoro e da mesi attendono di essere ricollocati in altre aziende. «A settembre - spiegano Canu e Muscas - la Regione ci aveva chiesto di scendere dal tetto del Duomo con la promessa di trovare una soluzione. Ci dissero di firmare la mobilità con la rassicurazione che avrebbero trovato una soluzione in poco tempo e invece sono passati sette mesi e siamo ancora senza lavoro».

Poco dopo le 11, sotto lo sguardo di polizia, carabinieri e agenti della Digos, i due operai sono scesi dal tetto del duomo e, insieme a una decina di colleghi che li hanno sostenuti dal sagrato della cattedrale, hanno fatto rientro a casa. La protesta sul tetto del duomo, a settembre del 2012, era stata sospesa dopo le rassicurazioni da parte dell’assessore regionale all’Industria Alessandra Zedda che aveva promesso l'impegno della Regione. Una ricollocazione produttiva degli operai – avevano spiegato i rappresentanti della Italcementi – non era ipotizzabile, ma per gli operai avrebbero dovuto aprirsi nuove possibilità. Anche parlare di bonifiche del sito, soprattutto a breve termine, sembrava e sembra impossibile. Sarebbe un obbligo di legge, ma l’Italcementi non dispone delle risorse utili a realizzarle. I comuni di Ossi e Muros, in collaborazione con la facoltà di Architettura di Alghero, avevano promosso un concorso di idee per la riconversione dell'area e avevano raccolto una serie di progetti. Alcuni di questi sembrano campati in aria, ma altri, a detta dei sindacati, potrebbroe avere un appiglio economico sul territorio. È questa la strada che intendono percorrere le istituzioni: mettere in campo un progetto che si regga finanziariamente e spingere l’Italcementi a sostenerlo. Questa è l’unica via per il reinserimento occupazionale degli operai. «Siamo stanchi delle promesse - hanno detto due giorni fa i lavoratori saliti sul tetto del Duomo - chiediamo alla politica di mantenere gli impegni presi sette mesi fa».

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