La Nuova Sardegna

Sassari

Sechi: «Il Puc di Sassari è pronto, ma deciderà il sindaco»

di Giovanni Bua
Sechi: «Il Puc di Sassari è pronto, ma deciderà il sindaco»

Nei due mesi di interregno tra Ganau e Sanna, il commissario straordinario ha approvato oltre cento delibere. «Erano tutti atti dovuti e programmati e sapevo bene dove mettere le mani»

31 maggio 2014
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SASSARI. Straordinario di nome e di fatto. Impossibile usare altro aggettivo per descrivere il mandato del commissario Guido Sechi. Che ieri, dopo 64 giorni e più di 100 delibere licenziate, ha salutato il suo entusiasta staff che lo ha accompagnato nella guida del Comune di Sassari durante l’interregno tra Gianfranco Ganau e Nicola Sanna. Un periodo breve ma di intensità tutt’altro che ordinaria, con Sechi che ha sciolto alcuni nodi gordiani che soffocavano la città: Puc, San Sebastiano, ma anche bilancio 2014 con aliquote varie, spendita di fondi europei, sussidi straordinari ai senza lavoro, lavori pubblici vari. E anche la soluzione dello spinoso caso di una donna che si è incatenata davanti alla sua abitazione “scippata”.

Cento delibere. Un iperlavoro che a molti ha fatto storcere il naso, con mal di pancie e attacchi arrivati da destra e da sinistra durante la campagna elettorale. Ma Sechi non è uomo che si scompone così facilmente. «Il commissario straordinario – sottolinea – ha pieni poteri, assommando nella stessa figura le funzioni del sindaco, della giunta e del consiglio comunale; non è quindi corretto dire che deve limitarsi all'ordinaria amministrazione. Io sono un uomo delle istituzioni pubbliche che ha servito Comuni e Province in qualità di segretario generale e di direttore generale per oltre 40 anni, di cui circa 11 al Comune di Sassari. Perciò posso affermare di conoscere molto bene la macchina amministrativa e in particolare quella di questo ente. Insomma sapevo bene dove mettere le mani, e comunque la mia attività, in qualità di commissario straordinario, si è svolta osservando la linea della continuità con l'amministrazione presieduta dal sindaco Ganau, con attenzione verso tutti i documenti strategici e programmatici e gli obiettivi previsti nei piani approvati dalla precedente giunta».

San Sebastiano. Primo successo del super-commissario, il Protocollo di Intesa per la riqualificazione del complesso ex carcerario di San Sebastiano, che diverrà il nuovo polo degli uffici giudiziari della città. «È stato un momento particolarmente importante di collaborazione tra le diverse istituzioni coinvolte. Il rischio di perdere i finanziamenti del ministero della Giustizia è stato il motivo all'origine del bisogno di predisporre e firmare il documento in tempi rapidissimi. Il Comune, sollecitato dallo stesso ministero, e in stretto rapporto con la proprietà dell'immobile, l'Agenzia del Demanio, ha avuto il ruolo di coordinatore del Tavolo interistituzionale che ha siglato l'accordo, raggiunto con la sottoscrizione del Protocollo d'Intesa, passo necessario per l'assegnazione del finanziamento iniziale da 12 milioni per la ristrutturazione e la riqualificazione dell'ex carcere»

Puc. Altro punto caldissimo il Piano Urbanistico comunale. Materia di squisita competenza consiliare che in aulapotrebbe però proprio non approdare. «Lo strumento urbanistico – spiega Sechi – è stato già approvato in via definitiva. La Regione ha sospeso i termini per la verifica di coerenza, portando alcuni suggerimenti e raccomandazioni, indicando delle prescrizioni tra le quali la copianificazione. Trattandosi di questioni puramente amministrative e normative, ho dato vita a un gruppo di progetto, ho avviato il tavolo istituzionale e, dopo varie riunioni, abbiamo definito la copianificazione, che è stata firmata da tutti. Contemporaneamente si è lavorato alle risposte da dare alle prescrizioni, con modifiche degli aspetti normativi e cartografici. Queste risposte non costituiscono varianti essenziali, come concordato con la Regione». Manca solo la delibera, che il commissario stava anche per adottare 3 giorni prima delle elezioni. «C’è stato un impedimento – chiude – E ora, nonostante io abbia ancora pieni poteri, consegno tutto alla nuova Amministrazione». Rispettoso del lavoro del futuro sindaco e del consiglio, ma sicuro che qualche volta, per far marciare le cose, ci vuole un po’ di straordinario.

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