La Nuova Sardegna

Sassari

Guerra nel Pd contro il sindaco Sanna

di Vincenzo Garofalo
Guerra nel Pd contro il sindaco Sanna

La Direzione del partito chiede il congresso cittadino e il primo cittadino mette a disposizione tre deleghe

2 MINUTI DI LETTURA





SASSARI. Non c’è pace nel Pd sassarese. Mentre il sindaco, Nicola Sanna, prova a tendere la mano agli undici consiglieri democratici dissidenti (su tredici eletti) per risolvere i mal di pancia scoppiati dopo la nomina della giunta, la Direzione provinciale del Partito democratico prova a fare lo sgambetto al primo cittadino convocando per oggi una riunione del direttivo con all’ordine del giorno la richiesta di indire il congresso cittadino del partito. Un congresso che si trasformerebbe in una chiara guerra delle tessere, dall’esito quasi scontato: la sconfitta di Nicola Sanna e dei suoi sostenitori contro le armate dei correntoni che fanno riferimento a Giacomo Spissu, Silvio Lai, Gianfranco Ganau e Salvatore Demontis.

«Chi chiede la convocazione di un congresso cittadino in un momento istituzionale così delicato è un irresponsabile», tuona il vicesindaco e assessore alle Politiche ambientali, Gianni Carbini. «C’è bisogno di distensione e di rimboccarsi le maniche per risolvere i problemi della città, non di guerre interne che sanno tanto di vecchia politica».

Rivalse interne che rischiano di mandare per aria qualsiasi sforzo di riappacificazione nella variegata psiche del Pd. Tentativi come quello andato in onda martedì pomeriggio, non senza astuzie, tra Sanna e quello che dovrebbe essere il suo gruppo consiliare. Dei tredici eletti in casa Pd, undici hanno criticato pesantemente la decisione del sindaco di nominare gli assessori senza prima una consultazione collegiale, e lasciando fuori dall’esecutivo i rappresentanti delle aree Pd che hanno dominato il risultato elettorale.

Martedì Sanna ha rimesso sul tavolo le tre nomine di Luca Taras, Maria Francesca Fantato e Luigi Polano, primi dei non eletti nelle file del Pd, che fanno capo rispettivamente alle correnti dei renziani di Gavino Manca, dei civatiani di Simone Campus e degli ex soriani di Mario Bruno e Monica Spanedda.

Per sostituire questi tre assessori il sindaco ha chiesto che il gruppo indicasse i nomi, a patto che i designati fossero pescati fra i consiglieri eletti. In questo modo i tre assessori destituiti entrerebbero in consiglio comunale, riequilibrando il peso pro-Sanna all’interno dello stesso gruppo consiliare. La proposta non è piaciuta alla controparte: «Non si può continuare su questa strada, non possiamo condividere accordi stipulati per le primarie, il sindaco nella formazione della giunta deve tenere conto del dato elettorale», spiega Pierpaolo Bazzoni, confermato in Consiglio con 817 voti.

«Non si può parlare solo di poltrone, bisogna ricominciare da un ragionamento collegiale che spazzi via le vecchie logiche di spartizione», gli fa eco Antonio Piu, con 1250 preferenze, il consigliere più votato in assoluto. Il gruppo non si accontenterebbe di riassegnare solo tre assessorati, ma sotto la cimosa dovrebbero finire almeno altri due nomi: Ottavio Sanna (PdS) e Maria Grazia Manca (Sassari bella dentro).

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il mega affare immobiliare

La svolta: lo sceicco Al Thani si prende Villa Certosa, finisce l’era dei Berlusconi – Il prezzo e chi sono i nuovi proprietari

di Marco Bittau
Le nostre iniziative