La Nuova Sardegna

Sassari

Liceo sportivo, genitori felici ma cauti

di Andrea Massidda
Liceo sportivo, genitori felici ma cauti

Dopo le rassicurazioni della Regione gli studenti del Canopoleno si apprestano a festeggiare l’inizio dell’anno scolastico

31 agosto 2014
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SASSARI. Prudenza e un pizzico di scaramanzia suggeriscono che per festeggiare è ancora presto, ma le bottiglie di spumante sono già in fresco. Prima di stapparle i genitori degli studenti iscritti alla prima classe del liceo sportivo del Canopoleno preferiscono avere la certezza nero su bianco che - così come sottolineato dal Tar con una sentenza emessa il primo agosto che accoglie in parte il ricorso presentato dal Comune di Porto Torres - la Regione rinvii alla Commissione Cultura il Piano di dimensionamento scolastico2014-15, ne attenda il parere, e immediatamente dopo approvi la delibera, proprio come aveva già fatto a febbraio l’esecutivo allora guidato da Ugo Cappellacci (che tuttavia saltò quel passaggio obbligatorio). Certo, il fatto che venerdì scorso la giunta regionale abbia formalizzato l’atto che, tra i vari punti, conferma anche l’attivazione del liceo scientifico a indirizzo sportivo per la provincia di Sassari da istituirsi nel Convitto nazionale (il Canopoleno, appunto) è servito a rasserenare gli animi surriscaldati delle mamme e dei papà dei 26 studenti-matricole. I quali - nonostante le rassicurazioni piuttosto esplicite della dirigente scolastica Vanna Contini - avevano vissuto il pronunciamento del Tribunale amministrativo della Sardegna con comprensibile ansia.

La pizzata. Così, nell’attesa che l’iter burocratico si concluda - si tratterà di aspettare al massimo qualche giorno - il comitato dei genitori che si sono conosciuti combattendo questa battaglia, ha deciso di suggellare almeno la neonata amicizia organizzando una pizzata alla presenza dei loro figli, che poi sono i diretti interessati alla vicenda. «Siamo molto soddisfatti della velocità con cui la faccenda si avvia a conclusione - dice Stefano Carta, portavoce del Comitato - e ringraziamo tutte le parti che hanno contribuito al parziale successo: dalla dirigente del Canopoleno all’avvocato Agostino Giordo, senza dimenticare la sensibilità dei politici interessati. Sassari - continua - merita di avere un’istituzione che sicuramente diventerà un’eccellenza per il territorio, anche perché le strutture saranno a disposizione della cittadinanza dopo l’orario scolastico. I nuovi compagni di scuola ora faranno conoscenza davanti a una pizza, ma noi genitori rimarremo vigili sul fatto che manca ancora il verbale della Commissione Cultura che deve riunirsi: sino ad allora non saremo pienamente sereni».

La polemica. La querelle scoppiata con il Comune di Porto Torres, che rivendicava il liceo sportivo per lo Scientifico “Paglietti”, non sembra tuttavia cessata, come dimostrano le dichiarazioni riportate nell’articolo qui sotto da parte del sindaco Beniamino Scarpa. Al quale, seppure indirettamente, risponde il consigliere regionale del Pd Gavino Manca, sassarese e presidente della Commissione Cultura all’interno dell’assemblea dei sardi. «Ritengo che le parole di Scarpa siano eccessive - commenta -, a mio avviso i campanilismi sono sempre controproducenti ed è molto meglio puntare su un’ottica di area vasta. Per noi - aggiunge - Manca - Sassari, Porto Torres e Alghero fanno parte dello stesso territorio, senza distinzioni o privilegi, e volendo semmai fare un ragionamento propositivo posso dire che al momento di discutere il nuovo Piano di dimensionamento si potrebbe anche prendere in esame l’ipotesi di estendere ad altri istituti l’istituzione di un liceo sportivo». Una prospettiva verosimile, soprattutto considerate le tante istanze di iscrizione pervenute al Convitto nazionale Canopoleno, che nei mesi scorsi ha infatti dovuto ricorrere a una selezione molto rigorosa per formare quella che al momento è l’unica classe di questo indirizzo in tutto il Nord Sardegna. Un territorio talmente esteso che potrebbe giustificare l’assegnazione di ulteriori corsi simili in altre scuole che abbiano i requisiti per ospitarli.

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