Disoccupati sul piede di guerra
Protesta il Movimento Lavoro: «Nel bilancio di previsione nessuna politica per il settore imprese»
OZIERI. «Un bilancio di previsione dove non c’è traccia di politiche del lavoro». La critica arriva dal gruppo spontaneo del Movimento Lavoro, nato nell’autunno di due anni fa come movimento di protesta, ma anche di proposta, con l’obiettivo di diventare interlocutore dell’amministrazione comunale in tema di lotta alla disoccupazione.
A meno di una settimana dalla seduta del consiglio comunale che ha visto l’approvazione del bilancio di previsione, il gruppo rivolge pesanti critiche all’amministrazione e chiede la convocazione urgente di un’ulteriore seduta del consiglio comunale «per discutere definitivamente questo problema con la speranza di trovare soluzioni condivise». Il luogo deputato per parlare di politiche del lavoro in realtà esiste già, come ricordano gli stessi componenti del Movimento: è la Consulta del Lavoro, nata proprio per iniziativa del gruppo ma della quale, dopo l’entusiasmo iniziale, da un anno circa «non si hanno più notizie».
Abbandonata a se stessa è anche la cooperativa di tipo B nata per iniziativa del Movimento e con il sostegno del Comune, la Nuovo Mondo, «che ha dato la possibilità di lavorare per alcuni mesi a una ventina di persone facendo affidamento soprattutto sulle promesse e su progetti vari di lavoro che a tutt’oggi sono rimasti parole». Bei progetti e belle idee finiti nel nulla, dicono dal Movimento, come dimostra, a loro parere, il contenuto del bilancio di previsione.
«Il nostro grido di protesta - si legge in una nota firmata da alcuni componenti - si riferisce a tutte le promesse ricevute e non mantenute, a tutti i rimpalli e scaricabarile da parte della giunta comunale e soprattutto dalla cosiddetta Consulta del Lavoro. Il nostro impegno è stato quello di raccogliere tutte le testimonianze riguardo le difficoltà e il fabbisogno giornaliero di gran parte di noi disoccupati, che quotidianamente facciamo fronte a tutti i problemi familiari.
Purtroppo nell’arco di un anno non ci sono state prospettive e progetti validi per occupare noi lavoratori disoccupati. Siamo veramente indignati dopo quest’anno di speranza vana». Il messaggio del Movimento è rivolto anche ai sindacati e alle associazioni di categoria, in particolare quelle dell’artigianato, «affinché appoggino con fermezza e attiva collaborazione questo nostro grido di protesta», e contiene anche la dichiarazione della volontà di rivolgersi al Prefetto «per fargli presente la situazione drammatica che purtroppo si è venuta a creare nella totale indifferenza dell’amministrazione comunale».
«Siamo bravi ma non fessi, abbiamo una dignità, siamo anche noi profughi - dicono dal Movimento - pertanto chiediamo subito risposte e non promesse: non si gioca con il lavoro. Auspichiamo quindi un contatto immediato da parte del sindaco e di tutti i consiglieri: siamo disposti a tutto e attendiamo una risposta urgente, entro pochi giorni, da parte dell’amministrazione comunale».
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